Il sindaco di Belluno, De Pellegrin, respinge le dimissioni dell’assessore Dal Pont

Il primo cittadino in una nota evidenzia che «non mi trovo di fronte a fatti che riguardano il suo ruolo pubblico, il suo comportamento amministrativo o il lavoro portato avanti per conto del Comune. Le colpe dei figli non ricadono sui padri»

Il sindaco di Belluno, De Pellegrin con l'assessore Dal Pont
Il sindaco di Belluno, De Pellegrin con l'assessore Dal Pont

Il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin respinge le dimissioni dell’assessore Marco Dal Pont. La decisione l’ha comunicato in una nota arrivata, oggi, 10 giugno.

De Pellegrin parte dapprima dalla ferma condanna di quanto accaduto «e la mia piena solidarietà alla persona che ha subito l’aggressione. Si tratta di un episodio grave, che ha ferito la nostra comunità e che non può trovare alcuna giustificazione. Ho avuto modo di parlare personalmente con l’uomo coinvolto per manifestargli la mia vicinanza. Confido che la magistratura e gli organi competenti possano fare piena luce sull’accaduto e che la giustizia faccia il suo corso».

Detto questo, il primo cittadino dice di comprendere la scelta del suo assessore «e ne rispetto le motivazioni. È un gesto che nasce dalla volontà di tutelare l’Istituzione e di evitare che una vicenda familiare possa ripercuotersi sull’attività dell’amministrazione comunale. Tuttavia credo che le colpe dei figli non debbano ricadere sui padri, per questo motivo ho deciso di non accogliere le dimissioni presentate dall’assessore che ho incontrato per presentargli personalmente le ragioni di questa decisione e confermargli la fiducia che continuo a riporre nel suo operato amministrativo. Si tratta di una valutazione rispetto alla quale ho sentito anche i gruppi di maggioranza, con i quali vi è stata una riflessione seria e responsabile».

De Pellegrin dice di essere chiamato a una valutazione istituzionale, e «ritengo infatti che questa vicenda non possa essere confusa con l’operato svolto dall’assessore nell’esercizio delle sue funzioni. Non mi trovo di fronte a fatti che riguardano il suo ruolo pubblico, il suo comportamento amministrativo o il lavoro portato avanti per conto del Comune. In questi anni l’assessore ha svolto il proprio incarico con impegno e serietà, seguendo dossier importanti per la città e rappresentando il Comune in partite strategiche come quella degli Ambiti Territoriali Sociali. Per quanto mi riguarda, quanto accaduto non modifica la valutazione sul lavoro amministrativo svolto. Belluno ha oggi davanti a sé progetti e percorsi importanti che richiedono continuità, competenza e conoscenza approfondita dei temi. Mi auguro quindi che torni quanto prima a dedicarsi pienamente al lavoro che lo attende e ai numerosi progetti ancora da portare a compimento».

«Per queste ragioni intendo respingere le dimissioni», precisa il sindaco al termine delle sue riflessioni. «È una scelta che non attenua in alcun modo la gravità dei fatti accaduti né la condanna che meritano, è una decisione che nasce esclusivamente dalla convinzione che le responsabilità siano personali e che il giudizio sul ruolo di un amministratore debba fondarsi esclusivamente sulla propria personale condotta e sul suo operato istituzionale».

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