Buco Gsp, la parola passa agli avvocati

Sabato l’assemblea pubblica di fronte ai legali che tulelano i cittadini. Raccolta firme a quota 15 mila

BELLUNO. Superato abbondantemente il muro delle 10 mila firme, è tempo di tirare le fila per la battaglia contro il caro bollette.

Sabato alle 10 alla Nogherazza è in programma un'assemblea pubblica nel corso della quale gli avvocati veneziani Augusto Palese e Alberto Pagnoscin spiegheranno quale strada si può percorrere d'ora in avanti.

Prosegue, intanto, la raccolta firme avviata un paio di mesi fa all'Osteria da Ciccio. «Saremo arrivati a 15 mila nomi», spiega Simona Lorenzon, che gestisce il locale di Baldenich insieme al marito Andrea Guerra. «C'è ancora una settimana di tempo per firmare, poi chiuderemo la raccolta».

Sabato sarà l'occasione per fare il punto della situazione. I legali veneziani hanno studiato tutta la documentazione e la storia di Bim Gsp, per capire come si sia arrivati a un buco milionario che sarà sanato, in parte, con l'aumento della tariffa. «Stride che sia stato chiesto un aumento tanto consistente in un sol colpo», spiega Alberto Pagnoscin, esperto amministrativista. «I bellunesi si sono trovati bollette dell'acqua aumentate del 30 per cento, con un conguaglio retroattivo che ha inciso pesantemente. Noi abbiamo fatto uno studio molto articolato su questa vicenda. Nella migliore delle ipotesi possono essere stati commessi errori di valutazione, in passato, cui si somma una mala gestione».

L'errore principale fu, all'inizio, sovrastimare i metri cubi d'acqua che i bellunesi avrebbero consumato e tarare la tariffa (nel 2003) su quel numero spropositato. Ma la storia degli ultimi anni racconta anche che quella tariffa non venne mai aumentata, fino a quando il nuovo presidente dell'Ato (autorità d'ambito) Giampaolo Bottacin, da pochi mesi divenuto presidente della Provincia, si accorse che qualcosa non tornava, nei conti della società. Si scoperchiò allora il vaso di Pandora di Bim Gsp. Era il 2010.

Fra proposte, tentativi di salvataggio della società e due cambi drastici al vertice di Bim Gsp, a fine 2013 è giunta la conferma dell'aumento della tariffa, autorizzata dall'Authority nella misura del 29,4 per cento. Con le prime bollette rincarate è scoppiata una protesta popolare, che ha trovato nella raccolta firme capillare in tutta la provincia il suo megafono. «Il cittadino fa bene a lamentarsi, perché non è ammissibile un aumento di questo tenore», conclude Pagnoscin. Sabato i due legali dipaneranno l'intricata matassa che avvolge la vicenda Bim Gsp.

Alessia Forzin

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