Alloggio di fortuna per il fagiolo

Produttori ancora senza sede, l'impacchettamento si fa in casa
I produttori di fagiolo di Lamon al lavoro del Punto Verde di Fonzaso La struttura deve essere adeguata
I produttori di fagiolo di Lamon al lavoro del Punto Verde di Fonzaso La struttura deve essere adeguata
LAMON.
Impegnati nei campi per la raccolta, gli agricoltori lavorano e aspettano. La Regione è a caccia dei 20 mila euro per il laboratorio di trasformazione dei prodotti nel Punto Verde di Fonzaso, indispensabile ai consorzi di tutela. Il tempo stringe, ma c'è ottimismo.
Non è il solito autunno per i coltivatori, dopo l'allarme lanciato un mese fa alla Festa del fagiolo che ha svelato uno scenario allarmante: senza una stanza in regola con la normativa igienico sanitaria, non si possono impacchettare e vendere gli alimenti confezionati. Pena, multe superiori ai 2 mila euro e sequestro della merce. Intanto, per dare una prima risposta al problema che sta minacciando la commercializzazione del prodotto allo stato secco - con il rischio dello stop per chi non può adeguare un ambiente privato in base alle direttive Usl - è stata portata a casa la delibera della Regione che consente ai piccoli coltivatori locali di procedere all'insacchettamento nelle proprie abitazioni, con alcuni accorgimenti tali da garantire la salubrità.  L'obiettivo prioritario resta però quello di realizzare un laboratorio di trasformazione nel Punto Verde di Fonzaso, per il quale serve il contributo di 20 mila euro chiesto dalla presidente del consorzio di tutela del fagiolo Tiziana Penco. La struttura sarebbe poi condivisa con i colleghi del pom prussian, della noce e del morone, in modo che i soci possano andare a turno per insacchettare. In Regione hanno raccolto l'appello: «Spero di riuscire a trovare i soldi», spiega il consigliere Matteo Toscani. «Per questo sono in contatto con l'assessore all'agricoltura Manzato». I tempi però restano stretti, e in ballo c'è anche l'affitto del Punto Verde (5 mila euro l'anno) in capo alla Comunità montana il cui futuro è ancora incerto.  «Entro fine novembre qualcosa deve saltare fuori, altrimenti organizzeremo una riunione con i soci per trovare un'alternativa», dice la presidente del consorzio Tiziana Penco. «Non c'è nulla di sicuro, comunque ringrazio il consigliere Toscani che si è attivato subito, sbloccando la delibera sulle piccole coltivazioni e impegnandosi per riconoscere la Festa del fagiolo come evento di particolare interesse regionale ai fini della valorizzazione delle produzioni agricole tipiche e di qualità».

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