Amianto, la bonifica va a ritmo serrato

Bastia. L’Arpav al lavoro dopo la tromba d’aria; e nel frattempo emana un decalogo per evitare pericolosi contatti
Di Ezio Franceschini

PUOS D’ALPAGO. «È successo tutto in un attimo». Era ancora visibilmente scosso per l’accaduto il proprietario della casa investita in pieno da un grosso pannello di alluminio e eternit staccatosi dal tetto del capannone della Echi del passato, distante poche decine di metri. «Un grosso pezzo di eternit mi ha sfondato il vetro della finestra, è entrato in casa ed è andato a colpire il televisore. La corrente d’aria, impressionante, mi ha fatto poi un disatro in casa».

Poche parole, ma che riassumono i momenti concitati in cui la tromba d’aria ha devastato mercoledì pomeriggio l’abitato di Bastia.

Spavento ben percepibile anche il giorno dopo nelle strade e tra i residenti della frazione di Puos, dove più ancora della conta dei danni è la presenza di amianto la vera preoccupazione. La furia con cui la tromba d’aria ha sradicato dal copertura della Echi del passato, infatti, ha letteralmente sbriciolato i grossi pannelli in laminato, al cui interno erano presenti i pannelli ondulati di eternit, che sono stati sparsi un po’ ovunque in un’area di almeno 400 metri quadrati.

Una dispersione, quella dei frammenti dei pannelli in cemento-amianto, che sin dai primi istanti ha attivato i controlli da parte dell’Arpav. Ieri è stato emanato un decalogo curato da Arpav, Spisal e Usl 1 che il sindaco di Puos, Antonio Dazzi, ha trasmesso alla popolazione. Tra i consigli sui comportamenti di prudenza da adottare per evitare quello che potrebbe essere un pericoloso contatto con l’amianto, oltre a non raccogliere in nessun caso materiale disperso sulle proprietà, quello tassativo di evitare che i bambini vengano a contatto con i detriti. Consigliati anche una maggiore attenzione riguardo la pulizia di abiti e scarpe, oltre a lavare molto bene la frutta e la verdura raccolte negli orti.

«Dopo il prezioso intervento dei vigili del fuoco», ha ricordato il sindaco Dazzi, «che hanno messo in sicurezza le abitazioni e liberato la provinciale 422 dell’Alpago-Cansiglio, chiusa provvisoriamente fino a che non è stato rimosso il materiale, abbiamo subito attivato il Centro operativo comunale (Coc) e richiesto alla Regione lo stato di crisi. La situazione, comunque, resta in costante monitoraggio da parte di tutte le autorità competenti e lo sarà anche per i prossimi giorni, fino a quando non ci sarà la certezza della cessazione di ogni situazione di pericolo. Ringrazio inoltre i residenti della zona per l’attiva collaborazione mostrata durante l’evento che ci ha colpito».

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