Albergatori e Ascom contro la legge di stabilità

Trevisan e Debortoli: «Non si devono dare altre prerogative a Trento e Bolzano, a rischio la nostra sopravvivenza»
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (S), al fianco della presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la cerimonia degli auguri di Natale al Quirinale, Roma 16 dicembre 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (S), al fianco della presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la cerimonia degli auguri di Natale al Quirinale, Roma 16 dicembre 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

BELLUNO. Gli albergatori e i commercianti del Bellunese scrivono al presidente della Repubblica Napolitano e si rivolgono anche al governatore veneto Zaia. A Napolitano chiedono di non promulgare la legge di stabilità, a Zaia si appellano perchè la impugni davanti alla Corte Costituzionale.

La lettera è firmata da Gildo Trevisan, presidente di Federalberghi Belluno e da Franco Debortoli, presidente di Confcommercio Belluno.

«Abbiamo raccolto la chiamata alle armi lanciata qualche giorno fa dal decano degli avvocati pubblicisti veneti, Ivone Cacciavillani, e ci facciamo promotori, con la collaborazione tecnica dell'illustre giurista, di un duplice appello: al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al presidente della regione Veneto, Luca Zaia», spiega Gildo Trevisan.

La legge di stabilità non va promulgata «per violazione della Costituzione nella parte in cui vengono assegnate nuove competenze e prerogative in materia tributaria alle province autonome di Trento e Bolzano, aumentando così la sperequazione e il dumping rispetto alle aziende – nella fattispecie, quelle alberghiere - delle vallate bellunesi. Constatare che il sentimento di sperequazione che l'imprenditore - ma anche il semplice contribuente - prova “a pelle” di fronte a questi provvedimenti che aumentano una differenza di regime tra concorrenti trentino-altoatesini e bellunesi, è condiviso e sostenuto da una personalità del mondo accademico quale l'avvocato Cacciavillani, mi ha dato di nuovo la forza e lo stimolo a fare qualcosa di concreto per far cessare questa situazione antistorica. e anacronistica» continua Trevisan.

«Se gli accordi dettati da norme di diritto internazionale non possono essere uniteralmente modificate dal governo italiano, in un momento come questo, non sia proprio il governo a legiferare contro gli interessi dei cittadini bellunesi nel non rispetto dei dettami costituzionali».

La lettera reca anche la firma di Franco Debortoli: «Supportiamo l'azione di Federalberghi e la estendiamo a tutte le imprese del terziario. Sia chiaro: non è un'azione contro il Trentino Alto Adige ma a favore dell'adozione di politiche di sostegno a tutte le imprese del sistema alpino in modo omogeneo e coerente con il territorio al quale devono essere rivolte. Non ci sfugge – continua Debortoli – che il Ministro Delrio nella recente visita a Belluno ha definito l'adozione di queste misure come un passaggio quasi obbligato in forza di sentenze della Corte Costituzionale, ma non crediamo che questa sia una spiegazione soddisfacente. Il presidente sia garante del principio di uguaglianza e non firmi la legge, costringendo il Parlamento a rettificare questa misura».

Conclude Trevisan: «Il ricorso è già all'attenzione del Capo dello Stato, ma abbiamo voluto interessare anche il presidente Zaia perchè, in caso di inefficacia dell'azione presso il Quirinale, la Regione ha il potere di attivare il contenzioso di fronte alla Corte Costituzionale. Sono certo, viste le recenti nette prese di posizione del Governatore, che non mancherà di esserci di supporto».

Anche l’associazione albergatori di Cortina con il suo presidente Gherardo Manaigo ha appoggiato l’ azione.

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