C’è posto per De Pellegrin nel consiglio del Coni

BELLUNO. Il Coni nel cilindro. Nessun trucco, nessun inganno: Oscar De Pellegrin è vicinissimo a un posto nel consiglio del Comitato olimpico nazionale. Cioè il padre naturale di tutte le federazioni sportive. Fresco di elezione alla Fitarco, nell’assemblea elettiva di Montecatini Terme, l’arciere di Sopracroda non sta perdendo tempo ed energie a spolverare la medaglia d’oro conquistata alle Paralimpiadi di Londra ed entro la fine del mese formalizzerà la propria candidatura ufficiale, a ruota di quella di Raffaele Pagnozzi. L’ex segretario generale, oltre che il capospedizione degli ultimi giochi olimpici inglesi è il successore annunciato di Giovanni Petrucci , mentre il suo posto verrà ereditato da Luca Pancalli, attuale numero uno del Comitato italiano paralimpico.
Elezione sicura. De Pellegrin ha fortissime possibilità di occupare un ufficio, all’interno del palazzone rosso di Largo De Bosis, al Foro Italico: «Ci sono effettivamente delle speranze notevoli», sorride De Pellegrin, «posso dirlo, perché ne ho parlato in maniera molto chiara, sia con Pagnozzi che con Pancalli, una volta preso il seggio alla federazione del tiro con l’arco. Quello che bisogna fare è presentare ufficialmente la propria candidatura, entro mercoledì 29 e aspettare le elezioni, continuando a lavorare, all’interno della federazione di appartenenza, nel mio caso quella del tiro con l’arco».
Vacanze romane. Tanti saluti a Sopracroda, se andrà come dovrebbe andare. Cominceranno le vacanze romane e sarà il caso di organizzarsi nella capitale, magari anche con la moglie Edda e il figlio Marcel: «Già in questo periodo sono spesso a Roma, per via degli impegni federali, insieme al presidente Mario Scarzella. Normale che, in caso di elezione, i viaggi aumenteranno, ma sto scoprendo che Roma è davvero bellissima e ci vado volentieri, anche se il cuore rimane sempre al mio paese, sopra Belluno».
Il ruolo nel Cip.In prima battuta, sembrava che dovesse subentrare proprio a Pancalli, nel ruolo di guida del Cip e l’indiscrezione era stata confermata anche durante la cerimonia di consegna del tricolore paralimpico al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale: «A parte che i tempi non erano ancora abbastanza maturi, ma quell’opportunità è venuta meno, perché il comitato paralimpico scomparirà, nel giro di al massimo un paio d’anni. Ci siamo dati, appunto, ventiquattro mesi, per riorganizzare tutto e far parte a tutti gli effetti del Coni. Quello che è successo a Londra invita tutti a pensare a uno sport unico e non diviso tra atleti normodotati e disabili. Niente sarà più come prima, ha detto Sebastian Coe, nel corso della chiusura dei giochi ed è vero. Grazie al nostro impegno e anche ai nostri risultati, siamo riusciti ad abbattere tutte le barriere. Poi è vero che questa possibilità esisteva, ma è completamente passata di moda, di fronte a questa sorta di riforma dello sport».
Primi tempi in Fitarco. In questi mesi da consigliere della Fitarco, cosa ha fatto, compatibilmente con i tanti impegni, che lo hanno portato un po’ dappertutto, proprio con quella medaglia al collo e con la reputazione del portabandiera, che non rispetta le tradizioni e vince? «Per dirne una, ho allestito un progetto promozionale per il tiro con l’arco, per il quale stiamo aspettando il finanziamento. Ho lavorato, durante tutte le feste di Natale e l’ho fatto molto volentieri, perché si tratta di un’iniziativa studiata soprattutto per i giovani. Ma siamo soltanto all’inizio di un programma, che avrà la durata di quattro anni, fino alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Ce n’è davvero tanto da fare».
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