Ottanta ispettori a caccia di “furbetti”

CORTINA. Ottanta ispettori dell'Agenzia delle entrate ieri hanno controllato le attività commerciali di Corso Italia in quella che è stata definita «Operazione Capodanno a Cortina». Negozi, alberghi, bar, pizzerie, ristoranti con sede legale a Cortina sono stati controllati. A coppie di due i funzionari sono andati dai vari commercianti e sono stati nei loro negozi o locali anche per tutta la giornata e verificare l'emissione degli scontrini fiscali e a chiedere informazioni e documentazioni relative al bilancio economico delle singole attività.
Gli ispettori hanno chiesto i bilanci relativi al 2009-2010, i documenti delle assunzioni del personale, gli studi di settore delle ditte obbligati per legge a farli, e varie notizie sull'attività economica degli esercenti controllati. Un'operazione di levatura che per Cortina è una prima volta: nessuno ha infatti memoria di altre occasioni durante le quali in 80 siano saliti nella conca per una giornata intera di ispezioni a carico di uno dei settori trainanti dell'economia ampezzana.
In serata sembra sia giunto a Cortina per verificare la maxi operazione anche il direttore nazionale dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, con il direttore provinciale Domenico Vargiu. Il fatto che i controlli siano stati fatti il 30 dicembre, giornata clou per il commercio ampezzano, non è poi passato inosservato. «Io capisco che gli ispettori fanno il loro lavoro e che sono mandati da altri», dice Luca Guerresco titolare di alcuni negozi di abbigliamento e calzature in Corso Italia, «ma il 30 dicembre a Cortina si lavora e purtroppo per noi dover star dietro agli ispettori è stata solo una perdita di tempo. Prima di tutto vengono i clienti e in periodo come questo, quando di clienti ce ne sono tanti, dover tirare fuori bilanci, documenti, contratti d'assunzione è solo una scocciatura. Non abbiamo dipendenti in nero, né nulla da nascondere. Alla fine io ho chiamato il commercialista e ha fatto lui perché avevo lavoro in negozio».
Non ci sono comunque rimostranze da parte dei commercianti all'Ascom ampezzana. «Non mi sono giunte lamentele», spiega Luca Alfonsi presidente dell'Ascom di Cortina e assessore al Commercio, «non capisco però la data scelta per l'operazione che reca disturbo inutile ai clienti. I bilanci si possono chiedere anche dopo l'Epifania e non magari il 30 dicembre.
Teniamo presente che a Cortina ci sono 200 negozi e 50 ristoranti, un'offerta commerciale che non ha pari nelle Dolomiti e nelle località sciistiche italiane. Chiaro quindi che si facciano controlli in una località turistica rinomata come la nostra, vorrei però sapere se gli stessi vengono fatti anche in altre località turistiche. Sto poi cercando di capire se questa operazione è frutto delle nuove manovre del governo Monti, se le direttive arrivano da Roma o se invece è una questione regionale e partono da Venezia. Non cambia nulla questo ai fini dei controlli ma è solo per capire. E' certo anomalo», conclude Alfonsi, «che il 30 dicembre a Cortina girino 80 ispettori, ma è legittimo».
Nessuno si lamenta pubblicamente, ma non si può certo dire che gli esercenti ampezzani siano contenti. Lo stesso dicasi per i fruitori dei locali e i clienti dei negozi che sono restati per lo meno perplessi nel vedere le ispezioni in diretta. Restano i dubbi: cosa si cerca? E soprattutto che immagine passa della Regina delle Dolomiti, quando i suoi storici negozi, bar, ristornati e alberghi vengono controllati in piena stagione?
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