Olimpiadi a Cortina, serve il dossier entro il 3 luglio

Il Coni deciderà il 10 e ha chiesto di accelerare i tempi. Il sindaco Ghedina: «Stiamo lavorando bene, non c’è problema» 

CORTINA. Il 10 luglio il consiglio del Coni deciderà quale città fra Cortina, Milano e Torino candidare per i Giochi olimpici invernali del 2026. Dal Coni si spera che prima di quella data ci sia un’indicazione del Governo: è già stato interessato il neo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, che ha delega allo sport.

Ieri il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha scritto al sindaco Gianpietro Ghedina chiedendogli di inviare il dossier di Cortina entro il 3 luglio.

La missiva di Malagò segue la lettera di Ghedina con la quale Cortina manifestava l’interesse ad entrare nella fase di dialogo del processo di candidatura per i Giochi del 2026.

«Il Coni», spiega Malagò, «dovrà ufficializzare al Comitato olimpico internazionale il nome della città candidata ed il relativo progetto che sarà sottoposto al comitato esecutivo dello stesso Cio durante la sessione di Buenos-Aires che si riunirà il 3 e il 4 ottobre».

Malagò spiega poi che il consiglio del Coni si riunirà il 10 luglio e deciderà in merito alla candidatura italiana; e quindi chiede il dossier per il 3 luglio, affinché tutti i consiglieri possano arrivare alla seduta avendo già visionato i documenti.

Cortina e il Veneto sono pronti. Oggi a Venezia ci sarà un altro incontro tra l’assessore allo Sport Cristiano Corazzari, il Coni e la Fisi venete, il sindaco Ghedina e alcuni tecnici.

«Stiamo lavorando quotidianamente al dossier olimpico», spiega Ghedina, «il governatore Luca Zaia ha creato una task force di esperti, coordinati da Maurizio Gasparin, direttore dell’area programmazione e sviluppo strategico della Regione, che ha nelle competenze anche i grandi eventi. Ci sono poi consulenti della società Weplan che avevano realizzato il dossier per Torino 2006 e vari tecnici. A Venezia approfondiremo i temi relativi alla pista di bob Eugenio Monti e verrà con noi anche il tecnico Sebastiano Dabalà che aveva realizzato un progetto per riqualificare la pista di Ronco. Su questo piano ci muoviamo su due fronti: portiamo avanti il progetto sulla pista di bob sia per il dossier olimpico, sia per verificare le possibilità di poter intervenire lo stesso sulla struttura di Cortina».

Per l’Italia da domenica il sogno olimpico ha anche una chance in più. Dalla corsa ai Giochi 2026 si è infatti ritirata un’agguerrita avversaria che era Sion in Svizzera. A fine aprile si era già ritirata anche Stoccolma. Domenica il 54% dei cittadini del Canton Vallese ha votato no, bocciando la richiesta che l’ente locale investisse 87 milioni (a fronte degli oltre 800 a carico del governo centrale) per le Olimpiadi.

Dopo il ritiro di Stoccolma e Sion, restano in gara Sapporo (Giappone), e Graz (Austria), che sembra forte; Erzurum in Turchia sembra invece avere poche chance; infine c’è Calgary ma, dopo Corea del Sud e Cina, è molto probabile che si torni in Europa. Le chance dell’Italia, dunque, salgono.

«Entro fine giugno noi concluderemo il dossier», conclude Ghedina, «poi dovranno decidere Coni e Governo e credo che l’avversaria più forte per noi sia Milano, rispetto a Torino. Con l’uscita di scena anche della Svizzera, l’Italia ha buone chance. Noi ci speriamo fino all’ultimo e lavoriamo con impegno per ottenere questo risultato. Avere le Olimpiadi sulle Dolomiti, con un progetto dal basso costo, che utilizzerà impianti esistenti, con gare ed eventi diffusi tra Cortina, il Veneto e Trento e Bolzano, secondo noi è un’idea vincente».

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