Avanzo di otto milioni ma la minoranza attacca

LONGARONE. Casse ricche per il Comune con l’approvazione di un consuntivo che registra oltre otto milioni di avanzo di amministrazione.
Per l’assessore al bilancio Donato D’Incà questo è uno dei frutti concreti della fusione ma non solo: «Chiudiamo il 2015 con un avanzo di amministrazione pari a circa 8 milioni e 400mila euro. È il frutto di varie azioni tra cui la razionalizzazione delle spese e le entrate straordinarie post fusione (che quest’anno raddoppieranno, ndr) ma anche i vecchi fondi Montedison (risarcimento del Vajont) e i residui del vecchio fondo casa. Non tutta questa cifra è direttamente utilizzabile perché ci sono alcuni fondi che vincolati ma ci sono circa 2 milioni che possiamo usare per gli investimenti. Abbiamo infatti la fortuna di essere ancora svincolati dal patto di stabilità, entro quest’anno dovremmo però decidere le priorità».
Uno sguardo quindi alle opere pubbliche da realizzare e quelle già in cantiere: «Tra le opere già realizzate», continua D’Incà «citiamo l’installazione dei pannelli solari sul palasport, il progetto turistico “Pietra lenta” e ovviamente la nostra più grande soddisfazione ovvero il nuovo centro sanitario in piazza 9 ottobre. Appaltati e in corso poi i lavori di sistemazione alla torre della Gardona e la riqualifica della località Crosta a Castellavazzo. Nei prossimi mesi infine via libera alla nuova area camper con laghetto della pesca sportiva e all’impianto di cogenerazione al palasport per il risparmio dei consumi energetici. Poi dovremmo essere accorti su come spendere al meglio le risorse».
Tiepida la reazione della minoranza che si è astenuta, ritenendo che si dovesse osare di più con le potenzialità della fusione, magari andando oltre con i progetti considerate le potenzialità che ci sono a guardare proprio il bilancio.
«Vediamo solo “ordinaria amministrazione”», ha detto il capogruppo Francesco Croce «non c’è quello slancio che i cittadini si aspettavano derivante dalla fusione. Manca una visione innovativa che ponga la persona al centro, per esempio con le opere pubbliche che non devono essere solo “fini a se stesse”. Ci sono i consueti nodi irrisolti come la casa di riposo, la mancanza di un luogo di aggregazione per giovani e anziani, la manutenzione dei centri storici e lo spopolamento», ha continuato sempre la minoranza ocn Francesco Croce «Se non si risolvono queste questioni alla fine succede come qualche settimana fa con i cittadini di Castellavazzo che hanno segnalato le criticità e chiesto una riunione pubblica. C’è ancora tempo ma auspichiamo un passo avanti che concretizzi, prima che sia troppo tardi, risorse e vantaggi della fusione».
Il sindaco Roberto Padrin non ha perso tempo per la sua replica e ha invitato a stare attenti nel promettere nuovi edifici pubblici perché i costi di gestione sono molto alti e sono anche sempre a carico del Comune.
Dunque una misura di prudenza da parte dell’amministrazione che evidentemente pensa anche a un impiego diverso dei fondi per quanto sarà possibile.
Infine un altro dato positivo con l‘annuncio che Longarone rientra tra i primi 500 enti pubblici italiani, su una lista di circa 10mila, per quanto riguarda l’efficienza dei pagamenti delle fatture elettroniche.
Enrico De Col
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