Delrio a Belluno: «Cortina 2021 non sia come Expo, programmare per tempo»
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PONTE NELLE ALPI. Arrivare in treno fino a Cortina: un sogno per il Bellunese, uno spunto per il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Che per ora, però, preferisce concentrarsi sulle opere necessarie per i mondiali di Cortina 2021: «Non dobbiamo fare come Expo» spiega, «bisogna programmare per tempo per garantire un buon successo».
Delrio torna a Belluno. A distanza di un anno e mezzo dalla sua ultima visita tra le Dolomiti Graziano Delrio, passato dal ministero degli Affari regionali a quello delle Infrastrutture, torna nel Bellunese per supportare la campagna elettorale del Partito Democratico in vista del voto di fine maggio. Un’occasione per tirare le somme di quanto fatto. Da una parte la legge che porta il suo nome, a proposito della quale ricorda che «abbiamo riconosciuto la specificità montana, non è vero che la situazione è peggiorata», dall’altra il fondo per i Comuni di confine. Ed ancora i mondiali di Cortina del 2021: saranno un vero banco di prova per gli enti locali e per il Governo nazionale. Che non vuole arrivare impreparato.
Il paragone con Expo. «Abbiamo iniziato con il sindaco e con gli amministratori locali un ragionamento su come rendere più accessibile Cortina» spiega il ministro Delrio, «non dobbiamo fare come Expo: se riuscissimo a fare per una volta i tedeschi, a programmare per tempo, saremmo nelle condizioni di garantire a Cortina un buon successo. D’altra parte la nomina è arrivata da poco, ci lavoreremo». Una sorta di posa della prima pietra in vista dei mondiali di sci. La “road map” vede la Provincia di Belluno come snodo fondamentale per il coordinamento degli interventi necessari. La strada da intraprendere sembra quella di intervenire realisticamente su due aspetti: da una parte togliere il traffico da Cortina, dall’altra permettere di raggiungerla agevolmente in auto risolvendo i punti critici come Longarone o Valle di Cadore. Un progetto ampio che vede come punti di riferimento da una parte il sindaco di Cortina Andrea Franceschi, dall’altra il vicepresidente della Provincia Roberto Padrin.
Il treno a Cortina. Un sogno che il Bellunese accarezza da tempo e che il Partito Democratico vuole far suo. «Abbiamo un grande progetto, un progetto ambizioso» spiega il segretario del Partito Democratico veneto Roger De Menech, che ha accompagnato Delrio nel suo tour bellunese, «collegare le due eccellenze del Veneto con la ferrovia. Non ci stiamo pensando per noi, per le prossime elezioni regionali, ma per i nostri figli. È un piano di lungo periodo». Impossibile, come vorrebbe qualcuno, realizzare questo progetto in tempi brevi. «Con franchezza, mi sembra complicato» spiega Delrio, «non abbiamo ancora abbastanza elementi per impegnarci. Ma con il ministro Franceschini c’è un progetto per il recupero delle ferrovie storiche con un piano di mobilità turistica straordinaria. Questa valle potrebbe essere interessata».
Visita a scuole e ciclabili. Mobilità dolce come biglietto da visita del Bellunese. Ecco perché Delrio è stato portato in visita sulle piste ciclabili di Castellavazzo e di Ponte nelle Alpi. Poco prima il ministro, arrivato in anticipo rispetto alla tabella di marcia, era stato anche alle scuole elementari di Ponte nelle Alpi. In mezzo un lungo aperitivo al bar in cui Delrio ha incontrato i candidati a sostegno della Moretti, Bard compreso. «Sono più autonomista di loro» ha spiegato , «nella mia esperienza da sindaco ho visto che le cose migliori le ho fatte ascoltando le proposte della gente». Delrio si è poi seduto al tavolo per incontrare cittadini, amministratori e imprenditori.
Il voto in Veneto. Assente, questa volta, Alessandra Moretti. Per incoraggiare i candidati Delrio ha ricordato che il Veneto è una «Regione decisiva» nello scacchiere italiano. «Un Veneto guidato da un centrosinistra che sa rispondere alle esigenze delle imprese in maniera concreta è un Veneto di cui ha bisogno l’Italia, che è avviata in un percorso di ripresa: abbiamo finalmente invertito una rotta».
Valentina Voi
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