Cresce il timore per l’alleanza tra Agordino e Cadore

BELLUNO. Tutto tace, segno che qualcosa si muove. Ma non certo in superficie. La presidenza del Consorzio Bim rimane un nodo irrisolto nonostante gli inviti, ripetuti anche in occasione dell’ultima assemblea dei sindaci, a prendere urgentemente una decisione.
Con il passare delle settimane sembra spaccarsi sempre di più il fronte dei sindaci. Se gli accordi iniziali - decisi in base ad un equilibrio tra le cariche di presidente della Provincia e presidente del Bim - vedevano ai vertici del consorzio dei sindaci un primo cittadino della parte bassa della provincia, con il passare delle settimane il Cadore e l’Agordino hanno maturato diverse prospettive. Rispettivamente di una riconferma dell’attuale vicepresidente vicario, il sindaco di Lozzo di Cadore Mario Manfreda, o facendo cadere la scelta su un sindaco dell’Agordino come Bruno Zanvit, che indossa la fascia tricolore a Voltago.
Ma cosa succederebbe se la parte alta del Bellunese decidesse di unire le forze puntando tutto su un unico candidato? I numeri prefigurano una guerra di trincea. A differenza delle elezioni provinciali, che si basavano su un meccanismo elettorale “pesato” a seconda della popolazione dei diversi comuni, all’interno del Consorzio Bim vige la regola “una testa, un voto”. Una condizione che porta i sindaci di Cadore e Agordino a pesare tanto quanto quelli della parte bassa della provincia. Se i due territori decidessero di fare fronte comune l’esito di una votazione non sarebbe scontato.
Per ora si tratta solo di timori. Ma nel frattempo tutto tace. L’ultima assemblea del Bim si era infatti chiusa con l’invito a convocare al più presto le assemblee di vallata. Una volta individuati i referenti per le tre vallate via libera all’elezione del presidente sul quale, questo l’auspicio di tutti, trovare una convergenza. Ma le vacanze di Natale ormai sono solo un ricordo e la situazione è statica. Anche il ruolo dei “saggi”, cioè del tavolo di lavoro chiamato a decidere in occasione delle elezioni provinciali, sembra ridimensionato.
I nomi in ballo sono gli stessi da mesi. Da una parte Ennio Vigne, sindaco di Santa Giustina, indicato inizialmente come il candidato ideale per la presidenza. E poi Umberto Soccal, primo cittadino di Pieve d’Alpago, rappresentante dell’unico territorio rimasto fuori dal consiglio provinciale. Oltre a Manfreda e Zanvit. Per risolvere questa situazione di stallo in molti invocano una figura super partes, che sappia mettere d’accordo tutti. Il suo nome, però, non è ancora stato individuato. (v.v.)
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