Zanin e i suoi convinti «Un altro mandato per finire il lavoro»
BELLUNO. «Siamo convinti di aver fatto buone cose e il lavoro svolto negli ultimi anni è propedeutico a questa nuova candidatura. E ci manca ancora qualcosa da fare...». La lista guidata dal presidente regionale uscente Giuseppe Ruzza, cui aderisce anche il delegato provinciale uscente Orazio Zanin, scopre le carte ad un mese dalle elezioni per il rinnovo dei vertici regionali e provinciali della Figc. La data delle elezioni è quella del 3 dicembre. Le società voteranno le liste che comprendono il candidato alla presidenza del comitato, un consigliere regionale per ciascuna delegazione e un delegato assembleare (il cui compito è quello di partecipare all'assemblea nazionale Figc di Roma). Il presidente eletto nominerà poi i delegati provinciali che, a loro volta, sceglieranno la composizione del comitato provinciale.
Anzitutto, perchè la scelta di ricandidarvi?
«Ci ricandidiamo perchè crediamo che i primi quattro anni siano se non d'apprendimento, comunque d'esperienza. Nei secondi quattro, invece, vorremmo continuare quanto abbiamo cominciato e realizzarlo con più serenità e competenza. Il gruppo è quasi completamente lo stesso».
Cosa c'è ancora da fare?
«Molto va fatto nell'ambito della comunicazione. Non siamo riusciti a “far passare” esattamente quello che abbiamo fatto. In tal senso abbiamo lanciato il nuovo sito della Figc ed abbiamo visto che contribuisce a comunicare meglio. Ci possiamo rimproverare di non aver implementato l'ufficio marketing che serve per trovare risorse. Il comitato, infatti, riceve soldi soltanto dalle iscrizioni delle società. Di conseguenza, se si vogliono mantenere i bilanci in positivo, è necessario o ridurre le spese o trovare risorse alternative. Da parte nostra, abbiamo chiuso sempre in attivo, pur in un periodo difficile per tutti».
Tema sentito è quello della semplificazione della burocrazia. Avete fatto il dovuto?
«Non siamo riusciti ad incidere come dovevamo, ma abbiamo fatto parecchio. Abbiamo chiesto di poter far parte assieme a Lazio e Marche di un progetto sperimentale di dematerializzazione ma per problemi di connettività al server centrale ciò non è stato possibile. Ma è in questo senso che intendiamo muoverci. Vogliamo eliminare la carta».
In tema di Giustizia sportiva, qual è la vostra posizione?
«La giustizia sportiva è indipendente da noi, ma vorremmo che le aule in cui si discute di calcio non fossero di tribunale, con procura e avvocati. Le società hanno già mille problemi e questo sistema, con i suoi costi, certo non le aiuta. La colpa, però, è anche delle stesse società che talora cavalcano il pressapochismo. Noi, comunque, dobbiamo difenderne i diritti, anche perchè i costi del comitato sono in realtà quelli delle società. Ci battiamo per una giustizia che sanzioni sì, ma con criterio».
Nicola Pasuch
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