Scarton: «Il Trichiana in D emozioni indimenticabili»

La bandiera della squadra rivive a qualche mese di distanza l’incredibile cavalcata «Il nostro motto? I gufi parlano, falli tacere praticando il gioco di squadra»



. Una stagione trionfale per la Pallavolo Trichiana, che è pronta per una nuova avventura in serie D. Deborah Scarton, una delle leader carismatiche della squadra, racconta le emozioni provate, iniziando dal motto della squadra, un modo per caricarsi. «I gufi parlano, falli tacere praticando il gioco di squadra».

«Parlare di semplici emozioni può apparire banale se non riduttivo. È stato come vivere un sogno ad occhi aperti. La grande rimonta dopo la semifinale persa in casa contro la Spes Belluno.Ma nel ritorno ci siamo superate. Da lì è nata in noi la reale convinzione di poter fare qualcosa di grande e memorabile».

In finale vi siete dimostrate delle vere leonesse.

«Contro il Kallima Fontanelle in casa abbiamo iniziato male un altra volta. Infatti perdevamo 0-2, ci restavano poche speranze, ma abbiamo tirato fuori una grinta da leonesse e siamo riusciti a ribaltare e vincere per 3-2. Poi siamo andati sotto nettamente da loro ed eravamo un po’ demoralizzate e quella partita ci aveva riportato con i piedi per terra. Nella bella è successo l’incredibile. Sotto 2-0 e sembrava impossibile ed irraggiungibile compiere l’ennesima impresa. Eppure ci siamo riuscite».

Cosa avete provato una volta che vi siete rese conto di quanto avevate fatto?

«Sono sensazioni uniche e forse irripetibili. Un mix di gioia, incredulità e felicità. Ci siamo rese conto che non sempre serve fare una stagione al top, sempre al 100%, per arrivare primi o per vincere un campionato. Quello che conta in uno sport di squadra come la pallavolo è il saper compensare alle lacune, agli eventuali errori o alla giornata no di un tuo compagno. Questo è il segreto che ci ha fatto emergere durante i playoff e permesso di coronare un sogno. Abbiamo giocato e vinto da squadra con lo spirito di sacrificio e reciprogo aiuto consapevoli che non avrebbero potuto primeggiare le individualità ma solo la coesione di gruppo. Tutte siamo state fondamentali».

Cosa suggerisci per dare maggiore visibilità alla pallavolo locale?

«Non solo la pallavolo, ma bisognerebbe dare maggiore visibilità a tutti gli sport, perché da ogni disciplina c’è qualcosa da imparare. Ho letto ad esempio un articolo sul ping pong dove si diceva che un modo sbagliato di respirare può comportare una traiettoria diversa che prenderà la pallina. È doveroso dare visibilità ad ogni singolo sport. Per la pallavolo, negli ultimi anni la situazione sta decisamente migliorando, in parte grazie anche agli innumerevoli tornei estivi organizzati in provincia che praticamente mi occupano tutti i fine settimana. Ho notato molto volentieri la presenza dei bambini che dimostrano di voler imparare a praticare questo sport. Per il movimento sono importanti anche le squadre del Csi, rivolte ai meno giovani o meno atletici, che permette loro di continuare a praticare una disciplina per la quale sono appassionati». —

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