Terremoto al Rugby Belluno, si dimette tutto il consiglio
Pilat: «A breve andremo al voto, molti hanno lasciato per problemi personali». Il direttore tecnico interviene anche sui brutti episodi avvenuti nel derby. «Pessimo spettacolo, ma a breve ci alleneremo insieme ai ragazzi dell’Alpago». Il giudice: 4 giornate a Riccardo De Bastiani e 2 a Leo Di Fiore, che comunque è andato all’Aosta

Terremoto al Rugby Belluno. A due giorni dal successo nel derby in Alpago, arriva la notizia delle dimissioni in blocco del consiglio della società gialloblu, compreso il presidente Francesco Panepinto.
La notizia è confermata dal direttore tecnico Corrado Pilat.
I rumors del dopo derby parlano di dimissioni del presidente Francesco Panepinto. Cosa c’è di vero?
«Sì, tutto il consiglio si è dimesso, compreso ovviamente il presidente. Come si sa, il gruppo è composto da volontari: alcuni di loro hanno avuto problemi familiari ed altri, quindi hanno poco tempo da dedicare alla causa gialloblu. Di conseguenza si è deciso di ricorrere ad elezioni anticipate, che avranno luogo in tempi brevi, per dar vita ad una nuova squadra di comando, con nuova energia, che porti avanti il progetto in corso iniziato qualche anno fa».
Pilat, a bocce ferme, analizza gli spiacevoli episodi accaduti nel finale del derby. Domenica, mancava veramente un niente al fischio finale, quando tra i giocatori in campo ci sono stati degli “scambi” non proprio da gentiluomini. Anche in tribuna, pur non arrivando alle mani, ci sono stati dei contrasti. Ieri il giudice sportivo ha deliberato e dato quattro giornate all’alpago Riccardo De Bastiani (pugno, gomitata e spallata) e 2 a Leonardo Di Fiore.
«Questi episodi non devono mai succedere. Il pubblico vuole assistere ad uno spettacolo vero, di sport, con una parte di competizione ma con il dovuto rispetto del compagno e dell’avversario. Purtroppo, per colpa di un’indisciplina di pochi soggetti, è successo quanto visto in campo. Ma non è da colpevolizzare tutti. Domenica dopo la partita gli staff delle due società si sono incontrati ed hanno deciso di fare degli allenamenti congiunti con i relativi terzi tempi. In questo modo i ragazzi avranno l’opportunità di conoscersi capendo che quello che si fa è divertimento e che i valori di questo sport sono importanti. Episodi come quello di domenica, che non vedevo più da tanti anni, non possono rovinare quanto di positivo stiamo facendo in provincia e tra di noi. L’obiettivo è quello di una collaborazione futura che vogliamo costruire negli anni».
Sul banco degli imputati è finito anche il direttore di gara. Cosa si sente di dire in merito?
«Abbiamo riguardato le immagini dell’incontro e riteniamo che l’arbitro Diego Fuso non abbia arbitrato male. Si dà atto che ci sono state alcune sviste ma nulla di grave, anche perché, in serie C mancano gli assistenti di linea a coadiuvare il direttore ed alcuni aspetti in campo non sempre vengono visti e sanzionati. Sono fermamente convinto che tutte le persone in campo devono collaborare con l’arbitro che, invece, nella straprovincuiale non è stato aiutato».
Domenica si è infortunato Mattia Bernardi, uno degli uomini più rappresentativi del vostro roster. Cosa è successo? Saranno lunghi i tempi di recupero?
«Il ragazzo ha avuto una sub-lussazione alla spalla, dalla parte dell’acromion. È prevista una settimana di stop, un’altra di terapia conservativa in cui si inizia a muovere la spalla lentamente e poi nell’arco di tre/quattro settimane dovrebbe rientrare in campo, almeno così dice il medico. Questa è una buona notizia perché per noi è un leader ed abbiamo bisogno che rientri il prima possibile».
Il nuovo arrivato Leonardo Di Fiore, proveniente dal Feltre, ha già preparato le valige: destinazione Aosta. Come mai quest’esperienza breve con voi?
«Ce lo ha comunicato la settimana scorsa. Siamo restati un po’ spiazzati da questa sua decisione. Alla fine le sue motivazioni sono valide. Leonardo sta portando avanti un percorso di studi universitario e lo Stade Valdotain che gioca in serie A2 gli ha fatto una bella proposta di rimborsi, oltre ad avere una bella progettualità: lui ha detto che ha piacere di confrontarsi ad un livello più alto e quindi ci ha chiesto di poter andare. La società ha dato il benestare con l’obiettivo della crescita del giocatore stesso. Ci dispiace, perché era un giocatore che ci permetteva di sviluppare bene il nostro gioco, ma ci rendiamo conto che la proposta che ha ricevuto è allettante per lui, per la sua carriera e per il suo futuro».
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