Calcio serie C. Giusti: «L’esonero di Bonatti? La Dolomiti aveva perso entusiasmo»

Il vicepresidente spiega l’esonero avvenuto dopo il ko di Treviso. «Va bene gli infortuni, ma stavamo assistendo al lento naufragare della barca. Ora l’allenatore è De Mozzi, senza fretta la dirigenza si sta guardando intorno»

Gianluca Da Poian
La disperazione dei giocatori della Dolomiti a fine gara (Foto De Zanet)
La disperazione dei giocatori della Dolomiti a fine gara (Foto De Zanet)

Sono state diverse le dinamiche valutate prima di decidere l’esonero dell’allenatore Andrea Bonatti, non solo quelle riguardanti l’andamento nei 90’ e che comunque ha portato la squadra a trovarsi nella zona playout dopo le cinque sconfitte in sei partite. Lo fa presente Nicola Giusti, vicepresidente della Dolomiti.

Calcio serie C. La sconfitta di Treviso costa l’esonero a Bonatti. Dolomiti per ora a De Mozzi
L'allenatore Andrea Bonatti ieri in conferenza stampa (Foto Beppe De Zanet)

Ieri pomeriggio la società ha parlato alla squadra e c’era anche il presidente Paolo De Cian. Non ha voluto mancare il numero uno, nonostante al mattino si fossero svolte le esequie della mamma. Il gruppo si è poi allenato agli ordini di mister Massimiliano De Mozzi e dello staff tecnico. In settimana non ci saranno stravolgimenti particolari, poi dopo la sfida di domenica contro il Lecco si vedrà. O meglio, la dirigenza sta lavorando, ma nell’impegno di Coppa Italia contro il Desenzano di domani e contro i lombardi in campionato guiderà De Mozzi.

Analizziamo la decisione dell’esonero.

«Innanzitutto desidero sottolineare la presenza del numero uno De Cian al campo, pur essendo giorni particolari. Ciò dimostra una volta in più quanto tenga alla Dolomiti. A riguardo del cambio di allenatore, abbiamo valutato in modo attento ogni dinamica, prendendo la decisione quando notavamo il lento naufragare della barca. Nessuno nega le oggettive difficoltà numeriche dettate dagli infortuni e alcune prestazioni più che dignitose, ma bisognava intervenire per evitare il protrarsi delle dinamiche riguardanti sconfitte in rimonta, alcune gare a vuoto come contro Desenzano e Trento e un entusiasmo andato via via scemando nel gruppo».

Calcio serie C. Papera del portiere nel finale, Dolomiti Bellunesi sconfitta a Treviso
La Dolomiti Bellunesi schierata ieri a Treviso (Foto Beppe De Zanet)

Di solito in questi casi non pesano solo i risultati.

«È innegabile che qualche problema con l’allenatore fosse emerso. Ci sono attori al campo tutta la settimana che vedono, studiano, sentono, parlano con i protagonisti… Abbiamo stabilito fosse il momento corretto per cercare di dare una scossa».

Tema infortuni: vi siete dati una spiegazione a tutte queste assenze?

«Qualcosa non stava funzionando e anche sabato avevamo un giocatore di 20 anni (Beltaief, ndr) con i crampi dopo 70’, pur essendo un ragazzo che non aveva giocato molto fin qui».

Cosa vi lascia Bonatti?

«13 mesi di impegni ottemperati, in particolare la scorsa stagione. Ha accettato la politica societaria su giovani e minutaggio. Un vero e proprio aziendalista. Gli riconosciamo un percorso importante svolto con noi».

Cosa chiedete ai ragazzi?

«Di ritrovare quell’entusiasmo, impegno e veemenza delle prime giornate, in cui segnarci gol era quasi impossibile e riuscivamo a renderci pericolosi ogni qualvolta attaccavamo. La società ha fatto la propria mossa e come si consueto in termini di presenza e organizzazione complessiva continua a dimostrarsi all’altezza della categoria».

Va trovato un sostituto...

«Il nostro allenatore è De Mozzi, che ha esperienza da calciatore nel professionismo e ci ha dimostrato conoscenza e competenza nel suo ambito. Ciò non significa che chi ha questo incarico non stia parlando con qualche altro allenatore, naturalmente. Però ora affrontiamo la Coppa e il Lecco con lui in panchina, senza fretta nel decidere».

Chiudiamo con una domanda “extra”: da inizio giugno la decisione è quella di non consentire commenti sui canali social. La portate avanti?

«La nostra attività comunicativa è incrementata, anche attraverso investimenti importanti. Non è dunque una priorità il tema commenti e comunque già lo scorso anno il numero di chi interagiva in questa modalità era ridotto. Nulla vieta di condividere i post oppure scrivere sui propri profili taggando la pagina, naturalmente».

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