Biathlon. La regina Vittozzi mira ancora in alto. «Un’altra Coppa del mondo»
La sappadina non è sazia dopo l’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. «Mi piace puntare a bersagli importanti, mi dà carica e motivazione. Mentalmente sento di essere più libera di esprimermi e fare ciò che amo»

Con la stessa fame, con la stessa voglia di vincere.
La fuoriclasse Lisa Vittozzi è al lavoro già da qualche mese per preparare al meglio la prossima stagione, dove ancora una volta vuole essere protagonista.
Dopo essersi messa al collo la prima medaglia d’oro olimpica individuale nella storia del biathlon azzurro, la sappadina è tornata a faticare in gruppo con un nuovo staff tecnico (la squadra femminile è in mano al norvegese Egil Gjelland e al valdostano Edoardo Mezzaro, ndr) ma con lo stesso obbiettivo: dimostrare ancora una volta di essere la migliore.
Giorno dopo giorno, gara dopo gara, Lisa non vuole fare programmi a lungo termine ma pensare al presente.
La campionessa azzurra si sente ancora molto bene e lo ha fatto vedere vincendo una gara nel classico appuntamento del biathlon estivo con il Loop One Festival in Germania.
Lisa, che bilancio tracci di quest’estate e della prima parte della preparazione in vista della nuova stagione?
«È stata sicuramente un’estate positiva, sono contenta perché dopo una stagione importante come quella olimpica non era facile trovare nuove motivazioni. Devo dire che però sono partita molto motivata, sicuramente anche il cambio di allenatore ha contribuito a questo perché mi sono sentita stimolata da una nuova sfida. Durante questo periodo stavo bene fisicamente, e ne sono contenta, poi mentalmente sento di essere molto più libera di esprimermi e di fare ciò che amo, senza nessuna pressione. Diciamo che sono molto positiva per l’inverno».
Come hai detto, ci sono stati dei cambiamenti nello staff. Hai notato delle differenze sostanziali nel lavoro con Egil Gjelland?
«Di sicuro ci sono stati dei cambiamenti. Il nuovo responsabile tecnico si è dovuto un po’ adattare al sistema italiano e la preparazione per ora non è stata del tutto diversa. Ho notato però dei miglioramenti sia sui carichi di lavoro, sia su come gestire tecnicamente il prima e il dopo dei vari lavori. Mi sono sentita bene, ho notato subito dei giovamenti da questo nuovo metodo e ripongo tanta fiducia in quello che abbiamo fatto».
Che obiettivo ti sei data per la stagione 2026/2027?
«Sono ormai un po’ di anni che punto alla Coppa del mondo, questo perché ci tengo a fare bene lungo tutto l’arco della stagione, senza essere altalenante, e negli ultimi anni devo dire che sono stata molto costante. La Coppa è un obbiettivo che mi pongo sempre, mi piace darmi traguardi importanti da raggiungere, è una cosa che mi trasmette carica e motivazione, oltre che voglia di migliorarmi. Ovviamente poi ci sono sempre i Mondiali, molto dipenderà dall’andamento che riuscirò avere gara dopo gara».
L’Italia femminile schiera una squadra di giovani, dove manca Dorothea Wierer dopo diversi anni. La sua assenza può pesare al movimento azzurro? Avrai meno stimoli visto che non ci sarà più il “duello” con lei?
«Io sono sempre in lotta con me stessa, anche senza di lei sono comunque motivata a cercare di essere la migliore del circuito. Mancherà sicuramente per noi una pedina fondamentale nella staffetta, sapevamo che prima o poi questo cambio doveva avvenire. Ho visto le altre ragazze prepararsi molto bene per questa stagione. Hanno bisogno di fiducia e di crescere ancora, ma penso che possiamo ancora fare bene anche senza Dorothea. Un giorno non ci sarò nemmeno io, quindi credo sia il momento di far crescere le più giovani, vedo tanto potenziale e sono convita lo tireranno fuori in questa stagione».
E Lisa invece nel lungo periodo che programmi ha?
«Non ci sto proprio pensando. Dalla mia esperienza ho imparato a guardare giorno per giorno, stagione per stagione. L’imprevisto, l’infortunio, la mancanza di motivazione. Ci sono troppi fattori che cambiano da un anno all’altro. Non so dire ancora quanto continuerò, mi sono posta di andare avanti intanto per due anni, poi vediamo. Posso cambiare idea, dipenderà da come starò mentalmente e fisicamente, non escludo le Olimpiadi del 2030 a priori, ma al momento per me è un obbiettivo troppo lontano, anche solo pensarci».
Ti sei mai chiesta invece cosa vorrai fare finita la tua carriera sportiva?
«In realtà mi definisco una sognatrice. Ci sono tante cose che mi piacerebbe fare che spesso non centrano proprio con lo sport. L’obiettivo principale sarà quello di costruire una famiglia, per questo sono consapevole che ci saranno degli anni dove non potrò fare chissà cosa. Per riassumere: tante idee e ben confuse. Ma è bello così, vedremo cosa mi riserverà la vita».
Una vita che, quando possibile, ti piace trascorrere a Sappada. Che rapporto hai con il tuo paese natale?
«Amo tornare a casa, qui trovo una pace che non ho da nessun’altra parte, quindi ci sto sempre volentieri. Fare la vita che sto facendo ora, sempre in giro, in mezzo alla gente, implica per me trovare un posto dove posso essere anche tranquilla e serena quando mi serve. Sappada è così e queste cose non le scambierei per nulla al mondo».
Rifacciamo un passo indietro. Durante Milano Cortina sei stata una delle atlete al centro dell’attenzione mediatica mondiale. Hai notato qualche cambiamento nella tua popolarità dopo le Olimpiadi? Come l’hai gestito?
«Ho visto che un sacco di gente si è appassionata al nostro sport ed il seguito, anche nei miei confronti, è aumentato. Sicuramente come visibilità il mio personaggio ha avuto un incremento ma nella mia vita non è cambiato un granché. Resto quella che sono, anche se i risultati ottenuti hanno portato più popolarità e di conseguenza tutto quello che essa comporta. Gestisco il tutto tranquillamente, rimango con il mio carattere, non voglio essere una vip. Preferisco parlare con le prestazioni, anche sui social faccio vedere la mia vita sportiva ma cerco di mantenere la privacy, per me è fondamentale».
Intanto il primo appuntamento stagionale è fissato a Kontiolahti, in Finlandia, dal 26 al 29 novembre. Lisa ripartirà da lì con la grinta e la determinazione di chi vuole ancora stupire.
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