Olimpiadi. Constantini, super partenza: battuti States e Svizzera
«Piedi bene a terra, ma possiamo giocarcela contro tutti»

PECHINO. «Bravi! Hanno vendicato il secondo posto a cui siamo stati relegati nelle qualificazioni ai Mondiali del calcio».
Si sa, la bellezza delle Olimpiadi è che accende i riflettori anche sulle discipline meno seguite e pubblicizzate durante il resto del quadriennio sportivo. Figurarsi se, come ieri, il curling italiano ha vissuto forse la sua giornata più emozionante. Per di più in una data tra l’altro per il resto ancora priva di quasi tutte le altre competizioni. Merito della cortinese Stefania Constantini e del trentino Amos Mosaner, vincitori di entrambe le partite affrontate nei turni di ieri. Il torneo è quello di doppio misto, cominciato in anticipo per esigenze di calendario. E così, quando gli azzurri sono riusciti a battere 8-7, la Svizzera – capace nel calcio di condannare ai playoff l’Italia nella corsa al Qatar – pure le pagine social calcistiche hanno celebrato l’impresa parlando simpaticamente di “vendetta servita. .. fredda». Anche altre personalità non hanno mancato sottolineare il risultato, come il presidente del Veneto Luca Zaia. Perché d’impresa si è trattato, a tutti gli effetti: la Svizzera non è una squadretta qualunque, è vice campione olimpica in carica. Non da meno però era stata la vittoria ottenuta qualche ora prima: 8-4 il risultato sugli Stati Uniti.
MERAVIGLIA
«Un inizio meraviglioso», racconta la Constantini, una delle due bellunesi della spedizione azzurra assieme all’allenatrice auronzana Violetta Caldart, «contro il due americano abbiamo cominciato la gara alla grande, facendo delle buone quattro mani. Dopo di che il ghiaccio ha iniziato un po’ a cambiare, mandando le stone molto dritte. Una caratteristica accentuatasi dopo la pausa, con conseguente maggiore velocità delle azioni; ed è servito del tempo per adeguare il nostro modo di occupare il campo di gara. I nostri avversari dal canto loro sono riusciti a giocare meglio, però noi siamo stati bravi a tenere duro fino alla fine».
L’equilibrio invece ha regnato sovrano con gli elvetici. Solo all’extra – end, grazie ad un tiro perfetto proprio di Stefania, è arrivato il punto decisivo. Quello in grado di proiettare gli azzurri subito in vetta alla classifica dopo le prime due giornate di gare, anche se le partite disputate nella notte appena trascorsa possono aver già modificato tutto.
«In entrambe le partite, sia noi e sia i nostri avversari, abbiamo alternato degli ottimi tiri e alcuni errori, sino alla giocata finale».
AVVERSARI E… STAMPA
Ora aumentano entusiasmo e consapevolezza.
«Non sottovalutiamo però alcun avversario, ci mancherebbe. Siamo alle Olimpiadi e dobbiamo sfidare le migliori nazionali di tutto il mondo. Possiamo però giocarcela contro chiunque e la linea tra vittoria e sconfitta può risultare molto sottile. L’importante è mantenere il livello espresso, se non addirittura perfezionare quei dettagli in grado di far crescere la nostra performance».
Uscendo dal ghiaccio, la Constantini sta conoscendo le varie dinamiche che accompagnano un’Olimpiade.
«Entrando allo stadio, ti rendi conto di quanto enorme sia la parte mediatica. Sei ripreso da telecamere da quando arrivi nell’impianto a quando te ne vai. Inoltre al termine delle partite devi percorrere un corridoio lunghissimo pieno di giornalisti e come minimo sei chiamato a rilasciare quattro o cinque interviste. Allo stesso tempo, sul ghiaccio hai sempre un operatore che ti inquadra, ti vedi sui maxi schermi dello stadio e così via. Il pubblico? Tra atleti, volontari e spettatori del posto gli spalti non sono certamente vuoti e ciò dà una certa atmosfera alle competizioni».
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