Nubi nere sul futuro del Feltre Basket

Settimana decisiva per i granata, con la possibile rinuncia alla serie D. Scartata in partenza la collaborazione col Valbelluna
Di Raffaele Scottini

FELTRE. C'è incertezza sul futuro del Feltre basket, che valuta anche l'ipotesi fusione.

La prossima settimana sarà decisiva per fare la conta sui giocatori che resteranno e quali no (è in programma un incontro con la squadra), fare il punto della situazione e prendere la decisione su cosa fare la prossima stagione.

Potrebbe anche non essere più la serie D, però in caso di rinuncia non sarebbe automatica la retrocessione al campionato di Promozione (dipende dalle squadre iscritte, il Caerano per esempio è dovuto ripartire dalla Prima divisione).

Si pensa anche a una collaborazione, magari bussando alla porta di qualche società trevigiana, visto che con il Valbelluna di contatti ce ne sono stati, ma non si sono concretizzati.

«Abbiamo provato, ma il discorso è a senso unico», dice il presidente della Joint and Welding Eddi Dalla Rosa, che apre alla possibilità di avviare qualche dialogo «magari con Valdobbiadene o Montebelluna». Scorrendo la rosa che ha chiuso l'ultima stagione salvandosi al decimo posto, senza passare dai play-out e restando fuori dai play-off, Luca Botti sta pensando alla carriera militare (più no che sì per la prossima stagione), Paolo Piccoli era in prestito dal Valbelluna e comincia l'università, Omar Rizzardo ha giocato ad alti e bassi ed è in forse, Matteo Polacco non ha reso come ci si sarebbe aspettati e sembra poco probabile che rimanga, il capitano Alberto Burlon potrebbe smettere e bisogna vedere che intenzioni ha il playmaker Jeremy White. Resterebbero Daniele Dalla Rosa, Luca Durighello, Claudio Ferroni, Alberto Barp, più i giovani Cossalter e Fontana. Il problema poi è che manca la squadra Juniores, quindi il bacino da cui pescare giocatori in casa per formare la base della squadra sarebbe l'Under 17. Altrimenti bisognerebbe guardare parecchio al mercato, forse troppo.

«Sono sempre ottimista di principio, ma la realtà non è affatto semplice», ammette il presidente della J&W Eddi Dalla Rosa. «Bisogna vedere, perché i numeri sono quelli che sono e ci sono troppe situazioni che non è facile sbrogliare. È difficile fare una serie D così».

Contemporaneamente, la società si confronterà anche con l'allenatore Filippo Osellame, che è alla finestra aspettando di sapere cosa gli verrà proposto innanzitutto a livello tecnico.

Prima di tutto c'è da capire quanti giocatori rimangono per poi fare eventualmente altri ragionamenti, senza escludere l'ipotesi di un campionato minore.

Un'altra possibilità potrebbe essere quella di fare una serie D solo con i bellunesi, facendo fare esperienza ai giovani e cercando di conquistare la salvezza con un progetto di ricostruzione e di crescita in prospettiva.

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