Il volley programma il futuro Iniziate le videoconferenze fra la Fipav e le società

Nicola Pasuch / BELLUNO
Il mondo della pallavolo si interroga sul futuro e non sta certo con le mani in mano.
Ieri sera, la Federvolley ha incontrato virtualmente i massimi dirigenti delle squadre di serie B maschile (c’era, naturalmente, anche la Pallavolo Belluno). Domani avverrà lo stesso per i club la B2 femminile.
Poi toccherà alle squadre regionali: sabato mattina saranno convocati i presidenti di serie C e D maschile, lunedì quelli di C femminile, martedì quelli della D femminile.
«Sono settimane di grande attesa – racconta il presidente della Pallavolo Belluno, Francesco De Bortoli – ma anche di lavoro per pensare al futuro. Noi non siamo mai stati fermi. Abbiamo già avuto contatti con i nostri giocatori e allenatori. Nel femminile, quasi tutte le ragazze hanno già dato l’ok per restare con noi anche in futuro. Per il maschile dobbiamo ancora completare il giro e al momento siamo in stand-by. Senz’altro non ci saranno problemi per i ragazzi bellunesi. Ma con tutti vogliamo parlare nel momento in cui saremo in grado di dare delle certezze per il prossimo anno. In ogni caso io penso che non ci saranno problemi a confermare la squadra dell’anno scorso e, con essa, un allenatore di categoria superiore come Poletto. Pavei ha fatto un grandissimo lavoro e contiamo su di lui. Quest’anno, in particolare, è riuscito assieme al ds Claudio Casanova a creare un clima di vera e propria sorellanza tra le ragazze».
La sospensione dei campionati senza promozioni né titoli ha fatto rammaricare diverse società bellunesi in corsa per i primi posti...
«Noi siamo stati tra i primi in assoluto a sospendere gli allenamenti ancor prima che fosse obbligatorio. Non abbiamo voluto correre rischi. Ora, però, la preoccupazione è volta al futuro. Come gestire la questione del distanziamento sociale, non soltanto in campo ma anche negli spogliatoi? Proprio a questo proposito chiederemo indicazioni alla federazione. Quanto alla stagione archiviata, di fronte ad un problema sanitario di questo tipo, tutto passa in secondo piano. Sportivamente c’è un po’ di rammarico per la squadra femminile che, sconfitta per 3-0 la capolista, aveva l’acquolina in bocca. Ma umanamente non ho neanche preso in considerazione questo aspetto. C’erano cose ben più importanti. Anche la squadra maschile si stava ben comportando: dopo l’exploit iniziale si era stabilizzata a metà classifica».
Quali timori ha per il movimento della pallavolo?
«Fermo restando che sono comunque fiducioso, credo ci sarà un ridimensionamento. Alcune squadre, forse, non torneranno neppure in campo. E magari ci saranno dei giocatori di categoria superiore costretti a scendere in categorie inferiori. È una crisi che ha colpito tutta l’economia. Sì, ci sarà un ridimensionamento totale. Credo che tutto verrà nuovamente calmierato e riproporzionato. Ci saranno anche realtà che sceglieranno di giocare in una categoria inferiore».
È un rischio che corrono anche le squadre nazionali della Pallavolo Belluno?
«No, lo escluderei totalmente. C’è tanta voglia di fare, si è seminato molto anche in campo giovanile. Soprattutto vedo tanta positività e ambizioni».
Frattanto è stata accolta con favore la decisione del consiglio regionale della Fipav e della consulta dei presidenti territoriali di rimborsare ad ogni società le tasse delle gare non disputate inserendo il relativo importo in acconto sui pagamenti della prossima stagione, oppure restituendoli in caso di richiesta entro il 30 aprile. —
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