I bellunesi Costantin e Andrich tra i “senatori” della Marcialonga
BELLUNO. I bellunesi Costantino Costantin e Ivo Andrich sono due dei dieci “senatori” della Marcialonga e fanno parte del progetto Marcialonga Legends, iniziativa che prenderà vita grazie agli aneddoti sfornati da questi dieci stoici concorrenti che hanno svolto tutte le edizioni della ski-marathon trentina, e che il 29 gennaio prossimo s’impegneranno a completarne i 44 anni di storia.
Costantino Costantin è di Zoldo: «Nella mia valle lo sci di fondo è una tradizione, con diversi atleti importanti che hanno fatto anche le Olimpiadi. Io sono sempre stato un appassionato, ma nella mia vita non ho mai gareggiato in maniera professionale; come ricordo delle edizioni della Marcialonga, porto con me tutti gli amici che erano con me e che non ci sono più: per noi era una festa. L’anno in cui è caduta tanta neve siamo venuti con la macchina ed è stata un’avventura: molti passi erano chiusi, non siamo neanche riusciti a dormire, abbiamo messo gli sci e siamo partiti. Non avrei mai pensato di diventare “senatore”, ho avuto la fortuna di stare bene e di riuscire ad esserci sempre. Spero di arrivare almeno fino alla 50ª edizione e alla 100ª della Vasaloppet, alla quale invece ho partecipato per circa 15 edizioni. In famiglia siamo sempre stati tutti sportivi con una grande passione per lo sci».
Ivo Andrich è invece di Agordo, e tra i “senatori” si racconta come tra i due bellunesi ci sia sempre stata una forte e sana competizione: «Negli anni ci sono stati vari cambiamenti alla Marcialonga, come ad esempio quello da tecnica libera a tecnica classica. Considero la seconda più bella; ma, rispetto a 20 anni fa, anche il percorso è cambiato. In buona sostanza, l’hanno spianato molto, motivo per cui il passo alternato non si usa quasi mai, e si va molto di spinta e di braccia. Non sono invidioso del vincitore, a me va bene così, mi godo l’evento come “senatore”, e con il pettorale giallo sono facilmente riconoscibile da tutti». La sfida tra i due è ancora aperta. Chi la spunterà?
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