Dolomiti, gli allenamenti riprendono i soliti ritmi

Dapo

BELLUNO

Ritmo elevato durante gli allenamenti che solo adesso stanno ricominciando a popolarsi, dopo le numerose assenze dovute al focolaio Covid. La Dolomiti Bellunesi lavora in vista dell’impegno di domenica 6 febbraio contro la Luparense, quando quasi certamente tornerà in campo dopo oltre un mese e mezzo di stop forzato. Proseguono infatti le negativizzazioni; ad ogni modo non si gioca di sicuro questa domenica a Levico Terme perché il rinvio è già stato ufficializzato. Serve il tempo necessario a tornare ad avere numeri adeguati di giocatori a disposizione, senza dimenticare visite mediche e quant’altro. Nel frattempo fa il punto della situazione Nicola Carazzai, preparatore atletico. «Stiamo cercando di mantenere uno standard qualitativo elevato in termini di allenamenti», spiega, «in particolare per quanto riguarda i calciatori che hanno potuto raggiungere il campo. In questo senso, abbiamo cercato di lasciare invariati i principi che portiamo avanti nelle settimane tipo. Ora come ora ci vogliono elasticità, capacità di adattarsi. E di far fronte agli imprevisti».

Di certo in momenti così è importante tenere sul pezzo anche l’aspetto mentale. Mancando lo stimolo della partita, il rischio di abbassare la tensione è elevato.

« Quando ad un giocatore togli l’appuntamento della domenica, levi anche la passione. Detto questo, i ragazzi sono impeccabili: l’impegno non è mai mancato».

L’auspicio è poter contare sull’intera rosa la prossima settimana. Anche perché poi è facile prevedere vengano calendarizzati piuttosto presto i recuperi contro Mestre e Levico Terme. Tra l’altro di mercoledì, in aggiunta ai tre impegni infrasettimanali già calendarizzati.

«È fondamentale che chi si è sempre allenato stia bene e non abbia problemi, perché all’inizio dovrà sopperire alla condizione non ottimale di chi è stato fermo. Servirà una certa gradualità, prima di riprendere a pieno margine. Non possiamo avere troppa fretta o rischiamo di andare incontro a infortuni». —



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