Dimenticare le Olimpiadi e i social L’Italia del volley adesso ci crede

il caso
Dimenticare Tokyo. E provare a salire sul tetto continentale. O quanto meno andarci vicino. Cominciano oggi gli Europei di pallavolo femminile, appendice delle Olimpiadi appena terminate: fino al 4 settembre e in quattro Paesi differenti (Serbia, Croazia, Romania e Bulgaria), saranno 24 le nazioni che lotteranno per una medaglia. Tra queste, ovviamente, anche l’Italia: uscite malissimo dalla rassegna olimpica con un’eliminazione ai quarti del tutto imprevista, le ragazze di Davide Mazzanti sono state inserite nel girone C insieme a Bielorussia (avversaria dell’esordio, venerdì alle ore 17,15: diretta Raidue e Dazn), Croazia, Svizzera, Slovacchia e Ungheria. Vincere il proprio raggruppamento è pressochè obbligatorio, per poi lanciarsi verso una redenzione quasi inevitabile. Magari incrociando il più avanti possibile la Serbia, bronzo (con rammarico) a Tokyo dietro Brasile e Stati Uniti e più che mai motivata ad aggiudicarsi il terzo oro di fila nel Vecchio Continente, impresa riuscita solo alla Russia (e all’ex Unione Sovietica) a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, e agli albori del torneo, tra gli anni ’40 e ’70.
Mazzanti, coach azzurro, riproporrà in buona parte lo stesso gruppo visto in Giappone anche se dovrà rinunciare per infortunio a Caterina Bosetti, schiacciatrice al cui posto è stata chiamata Sofia D’Odorico. E se l’altra maggiore novità sarà rappresentata dall’inserimento di Alessia Gennari per dare maggiore solidità alla ricezione, è inevitabile che tra le giocatrici più attese dell’intera manifestazione ci sia Paola Egonu, non all’altezza della sua fama a Tokyo e chiamata a un pronto riscatto: se lei tornerà a sorridere, l’Italia potrà pensare in grande. In caso contrario, tutto diventerà più difficile: meglio non pensarci, insomma. La parola d’ordine non può che essere ”reazione”, ecco. Anche perché, dopo la delusione di Tokyo, era stato lo stesso ct a sottolineare che avrebbe voluto vedere le sue giocatrici meno attive sui social e di più in campo: una strigliata che, se presa nel modo giusto, dovrebbe permettere alle azzurre di tornare a esprimersi al loro miglior livello. Intanto, la possibilità di inserire in rosa quattordici giocatrici invece delle dodici dell’Olimpiade ha dato modo a Mazzanti di chiamare cinque ragazze nuove rispetto all’avventura a cinque cerchi: Sara Bonifacio al centro, Beatrice Parrocchiale libero, la già citata Sofia D'Odorico e Alessia Gennari in banda, più Sylvia Nwakalor nel ruolo di opposta, in pratica la vice di Egonu. Due anni fa, in Turchia, l’Italia salì sul terzo gradino del podio: confermarsi (o migliorarsi, perchè no) equivarrebbe ad archiviare il flop olimpico alla voce ’incidente di percorso’. In caso contrario, tanto potrebbe essere messo in discussione, anche se il contratto del commissario tecnico è stato rinnovato un mese prima della spedizione olimpica. —
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