Olimpiadi, scuole chiuse a Cortina dal 10 al 12 febbraio
L’ordinanza del prefetto di Belluno «per eccezionali esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, in considerazione anche del rilevante impatto sulla mobilità cittadina del servizio trasporto spettatori»

Il prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, dopo aver detto inizialmente che non era necessario chiudere le scuole di Cortina per i Giochi, fa marcia indietro per la prossima settimana.
«I Giochi Olimpici e Paralimpici assumono una rilevanza di primissimo piano a livello mondiale, attesa la partecipazione di numerose personalità estere», dice il prefetto, «in rappresentanza dei 92 paesi partecipanti, di atleti e di delegazioni sportive, di autorità nazionali e internazionali, di turisti e spettatori, nonché operatori del mondo dell’informazione e dei media».
Scuole chiuse
E quindi «E’ emersa l’esigenza, rappresentata anche da Fondazione Milano – Cortina 2026, di chiusura degli Istituti Scolastici di Cortina d’Ampezzo, nelle giornate del 10 e del 12 febbraio coincidenti con momenti particolarmente critici per la mobilità olimpica, alla luce anche del numero rilevante di spettatori ed autorità, anche internazionali, che presenzieranno alle gare in programma nei suddetti giorni, che potrebbero comportare una temporanea difficoltà di accesso ai plessi scolastici».
E quindi «dagli ulteriori approfondimenti eseguiti è emersa l’opportunità di procedere per i giorni 10 e 12 febbraio 2026, per eccezionali esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, in considerazione anche del rilevante impatto sulla mobilità cittadina del servizio trasporto spettatori predisposto attraverso un sistema di bus navette provenienti dalle stazioni ferroviarie, dai parcheggi di interscambio, verso le sedi di gara, nonché altresì per la giornata dell’11 febbraio, all’adozione, al fine di prevenire possibili criticità correlate al congestionamento stradale, di opportune, temporanee ed eccezionali misure per preminenti esigenze di ordine e di sicurezza pubblica».
Ordinanza urgente
E così oggi, venerdì 6 febbraio, è stata emanata un’ordinanza urgente «dovuta alla sussistenza di un pericolo concreto che impone di provvedere in via d'urgenza con strumenti extra ordinem, per fronteggiare emergenze per l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica, ossia situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile di pericolo attuale e imminente per gli interessi indicati, non fronteggiabili con i mezzi ordinari apprestati dall'ordinamento».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








