Avviato l’accertamento per morte cerebrale di Sean, Gabriella dispersa: l’angoscia tra Venezia e il Brasile
Ore di attesa e di ricerche dopo l’incidente nautico nel canale di Tessera all’alba di sabato 12 settembre. La sorella di lei dal Brasile: «Era felice, stava bene». Nessuna traccia della ragazza nonostante le ricerche in laguna

Sean Michieli è ricoverato in ospedale in condizioni disperate. I medici hanno avviato l’iter per accertarne la morte cerebrale. Della moglie Gabriela Querino, invece, non c’è ancora traccia: le ricerche nella laguna di Venezia sono proseguite fino al tramonto e riprenderanno domani.
La tragedia dei due giovani, sposati da appena tre mesi, è iniziata poco prima delle 6 di ieri mattina. Il loro barchino si è scontrato con un taxi acqueo al largo di Tessera, non lontano dall’aeroporto di Venezia. Michieli, 25 anni, appartiene a una famiglia di pescatori ed era stato lui a trasmettere alla moglie, 26enne di origini brasiliane, la passione per questo lavoro.
L’ipotesi che i due fossero insieme al momento dell’incidente si è fatta strada nel corso delle ore. I familiari di Sean hanno spiegato che marito e moglie erano quasi sempre insieme quando uscivano in barca e che anche ieri sarebbero partiti da Burano, dove vivevano, per andare alla ricerca di esche. Quando sabato sera i vigili del fuoco hanno recuperato il relitto del barchino, i carabinieri hanno trovato alcuni elementi che farebbero ritenere che Gabriela fosse a bordo.
La giovane, però, non è ancora stata trovata.
Le ricerche
Nelle operazioni sono stati impegnati i sommozzatori del nucleo regionale dei vigili del fuoco, un elicottero e alcune moto d’acqua. Le ricerche sono rese particolarmente difficili dalle condizioni delle acque della laguna, torbide e con una visibilità molto ridotta anche a distanza di pochi metri. A complicare ulteriormente il lavoro degli operatori c’è l’alternarsi delle maree.
Le ricerche sono state sospese con il calare della sera, ma riprenderanno domani con l’impiego di sommozzatori ed elicottero.
L’inchiesta
Sul caso è intervenuta anche la Procura di Venezia, che ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica dell’incidente.
L’unico testimone dello scontro sarebbe il conducente del taxi acqueo. L’incidente è avvenuto prima dell’alba, al buio e nella nebbia, e non ci sarebbero immagini registrate da telecamere. Per questo, al momento, ricostruire con certezza quanto accaduto e stabilire eventuali responsabilità non è semplice.
Nel caso in cui venga accertata la morte cerebrale di Michieli o venga recuperato senza vita il corpo di Querino, l’ipotesi di reato potrebbe diventare quella prevista dall’articolo 589 bis del codice penale, relativo all’omicidio stradale e nautico.
Per la famiglia Michieli si tratterebbe inoltre di una tragedia che riporta alla memoria un altro dramma avvenuto nelle stesse acque. Nel 2007 lo zio di Sean, Endrius, aveva 19 anni quando morì nello scontro tra il suo barchino e una bettolina che trasportava carburante. L’incidente avvenne vicino alle Fondamente Nove, davanti all’isola di San Michele, durante un violento nubifragio accompagnato da forti raffiche di vento.
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