Per l'aria del Veneto l'anno migliore degli ultimi due decenni
L'analisi dell'andamento dal 2021 mostra miglioramenti dei valori medi annuali, particolarmente evidenti per il PM10, che registra i dati migliori di tutta la serie storica dai primi anni Duemila

Il 2025 è probabilmente l'anno migliore per la qualità dell'aria in Veneto degli ultimi vent'anni, assieme al 2024.
È quanto emerge dal report "La Qualità dell'Aria in breve 2025" di Arpav, che analizza i dati delle stazioni della rete regionale.
Si conferma per il quinto anno consecutivo il rispetto di tutti i limiti annuali di legge per biossido di azoto e particolato PM10 e PM2.5 nella totalità delle centraline.
L'analisi dell'andamento dal 2021 mostra miglioramenti dei valori medi annuali per i tre inquinanti, particolarmente evidenti per il PM10, che registra i dati migliori di tutta la serie storica dai primi anni Duemila.
In particolare i dati mostrano che il valore limite giornaliero del PM10, l'indicatore storicamente più critico per la qualità dell'aria in Veneto, viene rispettato nell'85% delle stazioni (34 su 40), contro il 25% registrato nel 2024.
Per la prima volta dall'inizio delle misurazioni sistematiche, tutte le centraline di fondo dei sette capoluoghi di provincia hanno rispettato il limite giornaliero del PM10, risultato che storicamente era appannaggio esclusivo di Belluno.
Si registrano ancora superamenti nei punti più congestionati dei siti urbani o in zone rurali dove si fa un uso diffuso delle biomasse, tra le sorgenti emissive più importanti di particolato.
L'ozono, i cui livelli elevati sono legati agli episodi di forte irraggiamento solare estivo, nel 2025 registra diversi superamenti della soglia di informazione.
Circa il 90% degli episodi si sono concentrati nelle due settimane centrali di giugno, caratterizzate da tempo stabile e temperature oltre la media.
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