Gli albergatori di Venezia: «Sì al ticket d’ingresso fino a 50 euro»

Daniele Minotto, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori dichiara: «Pienamente d’accordo con il sindaco Venturini. Giusto che chi utilizza la città contribuisca alla manutenzione». Di contro Pellicani (Pd): «Serve una nuova legge, vediamo chi è disposto a sostenerla in Parlamento»

Controlli del ticket d'ingresso a Venezia
Controlli del ticket d'ingresso a Venezia

«Il contributo d'accesso è una misura alla cui realizzazione abbiamo contribuito fin dai tempi in cui si chiamava ancora “tassa di sbarco”, nel 2018. Con molte difficoltà si è riusciti ad arrivare alla sua applicazione e oggi siamo ancora nelle prime fasi di sperimentazione. Riteniamo però che sia necessario compiere un ulteriore passo avanti».

Lo afferma in una nota il direttore dell'Associazione Veneziana Albergatori, Daniele Minotto, commentando la possibilità del rafforzamento del ticket fino a 50 euro nei giorni, che il sindaco Simone Venturini porterà al Governo nelle prossime settimane.

«Siamo pienamente d'accordo con il sindaco Venturini sulla necessità di prevedere una tariffazione più elevata nei momenti di massima pressione turistica sulla città», sottolinea, «Una tariffa mobile, con un tetto che possa arrivare a 30 o 50 euro, potrebbe rappresentare uno strumento utile per indurre una riflessione in chi sceglie di visitare Venezia, incentivando eventualmente la scelta di periodi meno affollati, come quelli compresi tra novembre e febbraio, quando la città è perfettamente accessibile. Riteniamo inoltre che sia giusto che chi utilizza la città contribuisca alla sua manutenzione, alla pulizia e al mantenimento di servizi di alto livello». 

Pellicani (Pd): «Vedremo chi lo sostiene»

«Il contributo d'accesso per Venezia venne fissato per legge nel 2021, equiparandolo al massimo della tassa di soggiorno, che è di 10 euro. Per aumentarlo a 50 euro ci vorrebbe un'altra legge. Voglio vedere chi in Parlamento sarebbe disposto a farla». E', per contro, il commento di Nicola Pellicani, consigliere comunale ed ex deputato Pd, interpellatoin merito all'intenzione del sindaco di Venezia Simone Venturini di chiedere al Governo l'aumento del contributo d'accesso

«Venturini e Brugnaro», prosegue Pellicani, «avevano già parlato di alzarlo a 50 euro, durante la campagna elettorale, e verificare se estendere il pagamento ai residenti in Veneto. Il fatto è che il ticket finora non ha risolto nulla: non funzione la gestione dei flussi, non migliora la qualità della vita e non è nemmeno servito a far cassa, perché i costi di gestione sono pari all'incasso».

Per la gestione del turismo, l'esponente Pd ricorda le proposte «di una carta dei servizi e di prenotazione, che incentivi a usare i periodi di bassa frequenza e disincentivi quelli con bollino 'rosso' o 'nero'».

Soprattutto, secondo Pellicani «servirebbe un mix di azioni, agire sulla base economica della città perché diventi attrattiva per chi vuole costruirci una vita, e il turismo da solo non può dare sviluppo: Venezia è il capoluogo con il Pil più povero del Nordest».

E da subito «si potrebbe regolamentare le locazioni brevi, che Venezia avrebbe potuto fare fin dal 2022 con il mio emendamento alla Legge di bilancio».

In generale «serve ridiscutere la specialità di Venezia.Chiediamo da tempo, e tutti sono d'accordo, che si faccia come per Roma Capitale, questa deve essere una battaglia corale per ridefinire il campo di gioco. Il Mose 'costa' 100 milioni l'anno, la manutenzione cittadina 150 milioni: serve un'azione comune recuperando lo spirito della Legge speciale del 1973, e solo se si riconosce la specialità di Venezia».

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