Strage del bus di Mestre, rinviata la decisione sui patteggiamenti

Gli indagati sono tutti dipendenti o ex dipendenti del Comune di Venezia, dirigenti e funzionari, che a vario titolo nel corso degli anni si sono occupati della viabilità della città e del cavalcavia superiore di Mestre. La decisione è stata rinviata al 28 ottobre

Eugenio Pendolini
Un mazzo di fiori sul luogo della strage
Un mazzo di fiori sul luogo della strage

La decisione sui patteggiamenti per la strage del bus di Mestre è stata rinviata al prossimo 28 ottobre. Oggi, mercoledì 7 ottobre, era in programma davanti alla giudice Benedetta Vitolo l’udienza in fase di indagini preliminari per valutare la congruità dell’accordo di patteggiamento raggiunto tra la procura ( i pm titolari dell’inchiesta sono Laura Cameli e Giorgio Gava) e gli avvocati difensori dei sette indagati.

Dopo aver discusso le singole posizioni, la gip si è riservata rinviando a fine mese per l’eventuale ratifica.
Gli indagati sono tutti dipendenti o ex dipendenti del Comune di Venezia, dirigenti e funzionari, che a vario titolo nel corso degli anni si sono occupati della viabilità della città e del cavalcavia superiore di Mestre.

Si tratta di Simone Agrondi, attuale direttore dei Lavori pubblici, e i funzionari del settore Viabilità e Mobilità, Roberto Di Bussolo e Alberto Cesaro (che hanno dato il via al cantiere per la sostituzione del guardrail e la sua messa a norma proprio pochi giorni prima della tragedia), Guido Stagno Andriolo Diego Costantini, Franco Fiorin e Fabio Pascon. L’accusa che muove loro la Procura è di omicidio stradale plurimo, lesioni gravi, “crollo di costruzioni o altri disastri dolosi”.

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