Renato Vallanzasca resterà nella Rsa padovana senza limiti di tempo
Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha accolto la richiesta dei legali di Renato Vallanzasca: l’ex boss della Comasina, 74 anni e affetto da gravi problemi neurologici, continuerà a scontare la pena in una Rsa del Padovano senza ulteriori valutazioni periodiche

Non è più temporaneo ma senza termine il differimento della pena in detenzione domiciliare in una Rsa per Renato Vallanzasca, da qualche anno incompatibile con il carcere per le sue gravi condizioni di salute a causa di una patologia neurologica per la quale non è più in grado di provvedere autonomamente a sé stesso.
Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia, accogliendo la richiesta degli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, legali dell'ex boss della Comasina, hanno deciso che il 74enne, con pesanti problemi cognitivi, non dovrà più essere valutato da un magistrato, ma proseguirà a scontare la pena restando ospite nel centro dell'Opera della Provvidenza Sant'Antonio, in provincia di Padova, che si occupa di malati di Alzheimer e con problemi di demenza.
Il provvedimento, depositato oggi, si fonda su una recentissima sentenza della Corte Costituzionale che è stata valorizzata dai difensori. Lo scorso maggio la Consulta ha, infatti, stabilito che, in caso di uno stato di irreversibile incapacità psicofisica del condannato, "non è irragionevole, né viola il diritto di difesa, la funzione rieducativa della pena e il principio di ragionevole durata del processo" dichiarare il differimento della pena senza alcun temine senza ricorrere a continue rivalutazioni delle condizioni di salute.
Dunque Vallanzasca, dopo aver trascorso 50 anni in cella, continuerà a scontare i quattro ergastoli nella Rsa dove è stato trasferito dal quasi due anni.
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