Le priorità delle imprese del Distretto Feltrino: «Trattenere i talenti»
L’economia feltrina resta vivace: le 100 migliori imprese del territorio hanno chiuso il 2024 con 580,4 milioni di euro di ricavi, in crescita del 6,9%, e 2.203 addetti
Il quadro è ancora decisamente positivo: l’economia feltrina è vivace, produttiva, redditizia e vige ancora il detto, che si pensava ormai quasi del tutto superato, di «piccolo è bello». Qualche nube si annuncia però all’orizzonte e prende le sembianze, in particolare, del ricambio generazionale, della mancanza di personale qualificato e anche del quadro logistico, con un sistema viario ancora critico, anche se adesso può beneficiare della Pedemontana per chi deve dirigere i suoi prodotti verso ovest. È quanto emerso ieri a Feltre in occasione del convegno sui «Distretti: le 100 migliori imprese», organizzato dal gruppo Nord Est Multimedia, che pubblica il Corriere delle Alpi e altre testate venete e friulane, che si è tenuto al Museo Diocesano di Feltre.
I numeri
L’area considerata dalla ricerca presentata ieri comprende undici Comuni, un tessuto di 469 aziende, capace di generare un fatturato complessivo di due miliardi di euro. In questo insieme sono state selezionate le cento migliori, affiancando alla dimensione dei ricavi criteri di redditività e sostenibilità dell’indebitamento.
In classifica ci sono così le aziende che hanno chiuso il 2024 in utile, con almeno 685.000 euro di fatturato; poi altri parametri hanno considerato il triennio 2022-2024. Un quadro, insomma, che considera complessivamente 2.203 addetti e che racconta di un 2024 ancora in espansione con ricavi aggregati delle cento imprese saliti da 543 a 580,4 milioni (+6,9%). Sul tavolo dei relatori, moderati dal giornalista dei quotidiani Nem Giorgio Barbieri, si sono alternati nove imprenditori dai settori più diversi, a dimostrazione di una vivacità e di una versatilità che fa del Feltrino un unicum.
La visione d’insieme
Lo ha sottolineato nel suo intervento Eugenio Adamo, direttore generale di Banca delle Terre Venete, partner dell’iniziativa a Feltre, con baricentro fra Vicenza e Treviso, per un totale di 57 sportelli, l’ultimo dei quali aperto da qualche tempo anche nel bellunese, a Setteville. «Abbiamo analizzato bene l’economia locale prima di questa apertura», ha ricordato, «e notato che Feltre è un vero esempio di capacità imprenditoriale.
Tante le aziende piccole e piccolissime, segno di resilienza, negli 11 comuni di questo territorio. Noi siamo venuti ad aprire qui in controtendenza, perché su questo territorio gli sportelli bancari sono calati nell’ultimo periodo fa 30 a 15. Ma il nostro modello di fare banca è diverso, coltiva la conoscenza dei propri clienti. Noi offriamo credito sia per investimenti che per affrontare le emergenze e siamo ben consapevoli che oggi per fare impresa ci vuole coraggio e determinazione, qualità che a Feltre non mancano».
I protagonisti
Lo hanno confermato i protagonisti dell’economia feltrina chiamati sul palco. Storie diverse per nascita, ragione sociale e sviluppo, ma quasi tutte ancora a carattere familiare. Di quadri elettrici e di cablaggi per impianti industriali ha parlato Ludovico Nicola Cassol, con la sua azienda che ha anche acquistato a Pedavena una società che fa stampi per prodotti in materia plastica e metallo. «La soddisfazione è quella di aver portato i nostri prodotti fino in America», ha sostenuto, «il rischio però è la geopolitica, che cambia da un giorno all’altro gli scenari, per cui oggi un imprenditore non deve fermarsi mai ed essere sempre aggiornato. Per crescere ancora? Ci vorrebbero strade più veloci e collaboratori con la tua stessa voglia di fare».
«Oggi la sfida è tecnologica», ha ripreso Luca Monego, della Monego viaggi e turismo, «dai pullman ai minibus e Ncc elettrici, ma la vera difficoltà è trovare gli autisti che vogliano affrontare un lavoro faticoso e di molta responsabilità. E se si trovano vanno pagati bene».
Sabrina Rossa di Tecos ha illustrato l’attività della sua azienda che si occupa di carpenterie e impianti metallici al servizio delle aziende del territorio e ha confermato che le maggiori difficoltà in questo periodo deriva dal vertiginoso aumento dei costi dovuto al quadro geopolitico. Di ambiente e alberi ha invece parlato Paolo Todesco, imprenditore attivo nei lavori boschivi, un settore che presenta incertezze dopo le fasi di forte cambiamento dovute alla tempesta Vaia e al bostrico.
Marco Gasparini ha poi raccontato di Vemer e di tecnologia elettronica applicata all’impiantistica elettrica. Matteo Turrin di Imeco, che realizza coperture speciali per capannoni industriali. Sul palco sono poi saliti tre pionieri dell’economia feltrina, capaci far crescere costantemente le loro aziende: Tiziano Dal Mas, titolare di Inox Piave, ha parlato di investimenti e di collaboratori come chiave del successo di una impresa che trova i suoi clienti nelle grandi aziende del raffrescamento, da Clivet a Epta Costan a Mitsubishi. Graziano Miglioranza di Ipogeo ha raccontato della sua intenzione di lavorare bel campo delle fondazioni. Italo Luigi Tonet del suo impegno nel settore della perforazione e consolidamento delle pareti rocciose fino alla recente decisione di vendere la maggioranza delle sue quote ad un fondo francese, per mantenere in vita il suo «gioiellino» non avendo possibilità di un passaggio generazionale in famiglia. Decisione difficile, ma pur sempre una opportunità nella vita di una azienda.
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