Maltempo in Veneto, allerta arancione per piogge intense e temporali. Sulle Dolomiti torna la neve
Perturbazione in arrivo con precipitazioni abbondanti soprattutto nelle zone montane e pedemontane. Protezione civile in preallarme nel Bellunese, nel Vicentino e nel Trevigiano. Da giovedì temperature in calo. Possibili nevicate in quota

Piogge intense, temporali, vento forte e anche il ritorno della neve sulle Dolomiti, con i fiocchi che potrebbero spingersi fino a 1600 metri. Il maltempo torna protagonista in Veneto, dopo settimane caratterizzate da temperature superiori alla media e precipitazioni scarse. La perturbazione in arrivo da oggi, martedì 20 ottobre, interesserà tutta la regione, con la fase più intensa attesa tra la notte e la mattinata di mercoledì 21 ottobre. I fenomeni si esauriranno nelle prime ore di giovedì.
Alla luce delle previsioni, il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto ha dichiarato l'allerta arancione per rischio idrogeologico in diverse aree della regione.
Dove scatta l'allerta arancione
Il preallarme riguarda il Bellunese, in particolare Feltrino, Valbelluna e Alpago-Cansiglio, le Prealpi vicentine e l'Altopiano dei Sette Comuni, oltre alla fascia pedemontana e al Trevigiano, dalle Prealpi all'alta pianura. Nelle altre zone interessate l'allerta sarà gialla, mentre un'allerta gialla per rischio vento è stata dichiarata in alcune aree del Veneto.
Le previsioni regionali indicano accumuli particolarmente abbondanti nelle zone montane e pedemontane, con possibili rovesci e temporali anche in pianura. Previsti inoltre rinforzi di Scirocco lungo la costa e sui versanti prealpini meridionali.
Le zone più colpite dalla perturbazione
«Avremo delle precipitazioni finalmente diffuse su tutto il territorio», spiega Gianni Marigo, direttore dell'Arpav di Arabba.
Nel Bellunese i fenomeni più consistenti sono attesi nelle aree meridionali della provincia, soprattutto nella fascia prealpina e probabilmente anche sulle Dolomiti Meridionali. Salendo verso nord, invece, la perturbazione dovrebbe risultare meno intensa.
«Comunque alcune decine di millimetri. Non proprio poca cosa», sottolinea Marigo, che definisce quella in arrivo una classica perturbazione autunnale, caratterizzata dal passaggio di una marcata saccatura e da precipitazioni accentuate dalla conformazione del territorio montano.
Torna la neve sulle Dolomiti: fiocchi fino a 1600 metri
La perturbazione porterà anche un cambiamento delle temperature. Oggi, martedì 20 ottobre, e mercoledì i valori resteranno superiori alle medie stagionali di circa tre gradi, ma successivamente arriverà aria più fredda.
Giovedì lo zero termico potrebbe scendere dai 3200 metri fino a 1600-1800 metri, favorendo il ritorno della neve sulle montagne bellunesi.
«Il grosso della perturbazione sarà accompagnato da precipitazioni nevose significative oltre i 2500 metri», precisa Marigo. «A partire dalla sera di mercoledì fino alle prime ore di giovedì le temperature si abbasseranno per dare luogo localmente a nevicate fino a 1600 metri».
Il calo termico dovrebbe riportare le temperature qualche grado sotto la media stagionale, almeno per un paio di giorni. Resta però da capire se questa perturbazione sarà sufficiente a interrompere definitivamente la lunga fase di clima mite che ha caratterizzato l'autunno sulle Dolomiti.
Ruscelli e bacini in sofferenza dopo settimane senza pioggia
Le precipitazioni sono particolarmente attese sulle montagne bellunesi, dove la scarsità d'acqua comincia a farsi sentire. L'ultimo episodio piovoso risale all'8 ottobre, ma si è trattato di un fenomeno breve e poco significativo. Per trovare altre precipitazioni bisogna tornare a metà settembre, senza che si siano registrati accumuli tali da invertire la tendenza.
Chi ha frequentato i sentieri in quota negli ultimi giorni racconta di ruscelli intorno ai 2000 metri con portate sensibilmente ridotte, in alcuni casi quasi dimezzate rispetto al passato. Una situazione che alimenta i timori per la disponibilità d'acqua delle sorgenti.
Anche i bacini artificiali utilizzati per l'innevamento delle piste da sci mostrano livelli d'acqua ridotti. Le piogge in arrivo potranno contribuire ad alleviare la situazione, ma resta da verificare se saranno sufficienti a compensare il deficit accumulato nelle ultime settimane.
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