Parco Natura Viva, inaugurato il Pantanal: unico habitat in Italia

Al parco di Bussolengo è stata aperta al pubblico la nuova area di tremila metri quadrati dedicata alla zona umida tropicale con formichieri, tapiri e nandù

Parco Natura Viva
Parco Natura Viva

Al parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona, è stato inaugurato il nuovo Pantanal, l'unico habitat in Italia in cui convivono formichieri giganti, tapiri sudamericani e nandù. Le tre specie, tutte classificate a rischio di estinzione, condividono ora stabilmente i tremila metri quadrati dedicati alla zona umida tropicale, realizzati a supporto della campagna europea "Wetlands for Life".

Dopo tre mesi di inserimenti graduali, l'area ospita una coppia di formichieri giganti, un padre e una figlia di tapiro e tre nandù, i più grandi uccelli non volatori del Sud America.

Parco Natura Viva
Parco Natura Viva

Il curatore del parco, Giorgio Ottolini, spiega che l'obiettivo principale è stato accompagnare i sette animali verso una convivenza equilibrata, rispettando tempi ed esigenze di ciascuna specie. Il percorso è stato affiancato da un monitoraggio comportamentale condotto insieme all'Università di Parma, nell'ambito dell'attività di ricerca della Openature Foundation del parco.

Tra i nuovi ospiti, la tapira Alba si è distinta per la curiosità mostrata nei confronti dei formichieri, che segue da vicino in ogni spostamento. I formichieri, dal canto loro, si dedicano soprattutto all'esplorazione dell'habitat, usando muso tubolare e lingua lunga per raggiungere formiche e insetti tra tronchi e terreno; condividono con i tapiri la zona d'acqua, mentre i nandù prediligono il prato aperto, mantenendosi più distanti dagli altri animali.

Il riferimento del progetto è il Pantanal, tra Brasile, Bolivia e Paraguay, la più vasta zona umida tropicale del mondo, oggi minacciata dalla conversione degli habitat, dagli incendi e dagli effetti del cambiamento climatico. Secondo la Lista Rossa IUCN, formichiere gigante e tapiro sudamericano sono classificati come specie "vulnerabili", mentre il nandù è considerato "prossimo alla minaccia".

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