Neonata morta a Tolmezzo, risarcita ex campionessa fondo

Con oltre 800 mila euro. A renderlo noto è stata la madre, Marina Piller

(ANSA) - UDINE, 24 GIU - Il Tribunale civile ha riconosciuto la responsabilità omissiva dei sanitari intervenuti all'ospedale di Tolmezzo nelle ore che precedettero la nascita di Viola, la bambina venuta alla luce senza battito cardiaco il 10 luglio 2019, condannando l'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale al risarcimento di oltre 800 mila euro in favore dei genitori - Marina Piller, di 42 anni, di Sappada, ex atleta e campionessa dello sci di fondo, e suo marito - e dei familiari più stretti. La sentenza, non impugnata, è divenuta definitiva. A rendere nota la vicenda è stata la stessa Piller spiegando che il pronunciamento rappresenta soprattutto un riconoscimento della dignità della figlia e del legame genitoriale con la bambina. Secondo il giudice civile, i primi segnali di sofferenza fetale emersi durante il monitoraggio non sarebbero stati adeguatamente affrontati, impedendo un intervento tempestivo. La vicenda era stata in precedenza archiviata sul piano penale. Come riportato dal Messaggero Veneto in edicola stamani, la famiglia aveva intrapreso l'azione civile, ed è stato riconosciuto il danno. Marina Piller ha inoltre denunciato la mancanza di un adeguato supporto umano e psicologico nelle ore successive al parto, sottolineando di non aver mai ricevuto, in quasi sette anni, spiegazioni o scuse per quanto accaduto. La ex campionessa ha annunciato l'intenzione di destinare il risarcimento a un progetto dedicato ai bambini meno fortunati, nel nome di Viola. "Perdere un figlio è devastante, ma sapere che si poteva salvare fa ancora più male", ha dichiarato al Messaggero Veneto. (ANSA).

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