«Volevo soccorrere una vacca ma quel toro mi ha assalito»

Migliora ed è fuori dalla rianimazione lo studente di sedici anni caricato dall’animale sabato a Busche Ieri mattina ha raccontato l’accaduto ai familiari e ai titolari dell’azienda agricola dove faceva lo stage

CESIOMAGGIORE. Volenteroso ma inesperto. Gli avevano detto in modo chiaro: non entrare in quel recinto. E invece lui ci si è fiondato dentro, nel modo peggiore per giunta. Perché non ha aperto il cancelletto, come sarebbe stato più prudente fare, ha saltato il recinto e si è lanciato. Il toro non ha gradito e l’ha caricato.

Ieri G.M., 16 anni di Feltre, studente dell’istituto agrario Della Lucia di Vellai, ha raccontato una, due, più volte - una per ogni visita ricevuta - quello che è successo sabato mattina nell’azienda agricola di Busche dove stava facendo un tirocinio formativo. Ha potuto farlo perché le sue condizioni, durante la notte, sono sensibilmente migliorate, tant’è vero che i medici hanno disposto che lasciasse il reparto di rianimazione e venisse portato in chirurgia. È fuori pericolo, anche se la lesione al fegato riportata a causa della testata del toro dev’essere ancora smaltita e richiederà molta attenzione nei prossimi giorni. Però c’è ottimismo sulle sue condizioni, il recupero non dovrebbe essere molto lungo.

Il ragazzo ha ammesso di aver fatto una sciocchezza. Sapeva di non dover entrare nel recinto del toro, perché quell’animale è suscettibile, può diventare aggressivo se disturbato. «Ho visto una vacca in difficoltà», ha raccontato, «credevo che ci fosse bisogno urgente di un intervento e mi sono lanciato nel box, scavalcando il recinto». Il toro ha risposto alla mossa con una furia che ha sorpreso l’inesperto studente, incapace di difendersi dalla carica, travolto e scaraventato a terra. Il ragazzo è poi riuscito a mettersi in salvo da solo. E sempre da solo, senza dire niente a nessuno dell’azienda agricola - almeno in un primo momento - ha cercato soccorso chiamando sua mamma. Poi la situazione si è fatta più critica, il dolore insostenibile, e G.M. ha chiesto aiuto. In ospedale lo hanno visitato e poi trasferito in sala operatoria, per trattare la lesione epatica. Le sue condizioni inizialmente sembravano molto gravi, poi è subentrato un cauto ottimismo. Ieri la schiarita: il ragazzo, smaltita l’anestesia, era cosciente e ha potuto parlare con i familiari.

In ospedale sono andati a trovarlo anche i titolari dell’azienda agricola di Busche, Germano De Bortoli (socio storico della Lattebusche, rientrato in gran fretta dalle ferie) e i suoi familiari. «Siamo molto dispiaciuti per quanto è accaduto», hanno detto. «È stata una fatalità, non crediamo che si possano cercare colpevoli in questa vicenda. Il ragazzo sapeva di non dover entrare in quel recinto, ma l’inesperienza lo ha portato a fare una cosa sbagliata». La sua sfortuna è stata quella di trovarsi da solo, perché in quel momento - erano appena passate le otto del mattino - gli altri due addetti si trovavano nella sala mungitura.

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