Volantino diffamatorio ma ritira la querela

LIMANA. Le scuse in consiglio comunale e in tribunale hanno convinto Luciano Reolon a ritirare la querela per diffamazione a mezzo stampa contro il candidato sindaco di Limana Viva, Giovanni Puppato e l’assessore uscente all’Urbanistica, Giorgio Morales. Dopo il rinvio a giudizio di entrambi, il processo è durato poco, concludendosi con una sentenza di non doversi procedere. Morales è deceduto, nel suo caso non c’era nemmeno più il rapporto processuale.
Nel flyer elettorale diffuso dalla lista in giro per Limana, c’era una frase in cui si accusava l’avversario politico di aver fatto costruire due edifici nella frazione di Giaon «a una ventina di metri dall’elettrodotto», quando il minimo è 35. Primo: Reolon è il presidente del comitato contro l’elettrodotto. Secondo: le indagini hanno permesso di stabilire che una villetta è a 45 metri e l’altra a 67. Quello che bisognava, inizialmente, stabilire è se si fosse trattato di legittima critica politica o si fosse superato il confine della diffamazione a mezzo stampa, nel corso di una campagna elettorale obiettivamente elettrica.
Il gup Sgubbi aveva rinviato una prima udienza preliminare, in maniera da poter leggere le memorie difensive presentate dai due indagati.
In seconda battuta, aveva accolto la richiesta della procura della Repubblica e rinviato a giudizio entrambi. Puppato era difeso dall’avvocato bolognese Argenio e Morales da Rasera Berna. Mentre Reolon si era tutelato con Mauro Gasperin. Il processo è durato un’udienza in tutto: di fronte alla remissione di querela, il pubblico ministero Rossi non poteva che chiedere una sentenza di non procedere. Le difese si sono adeguate, anche se non qualche distinguo e il giudice Scolozzi ha sentenziato di conseguenza.
Gigi Sosso
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