A scuola e poi in pizzeria, la sfida tra due amici diventa futuro mestiere

A Sega Digon, nel Comelico, due giovani di Danta hanno trasformato la passione per la pizza in un’esperienza di lavoro. Chiara Romanin, 17 anni, e Leonardo Gris, 16, imparano ogni weekend alla pizzeria Serena, tra impasti, farciture e nuove ricette inventate insieme

Stefano Vietina
Chiara Romanin
Chiara Romanin

Piccoli pizzaioli crescono a Sega Digon, a Comelico Superiore. Alla pizzeria Serena di Marina Mattea, infatti, qualche mese fa sono approdati due giovani della zona, Chiara Romanin (17 anni) e Leonardo Gris (16 anni) con un desiderio: imparare a fare la pizza.

Un gioco che potrà eventualmente diventare anche un mestiere, considerando che in montagna, come si sa, scarseggiano le attività che consentano ai giovani di restare a vivere ad altra quota.

La pizza, d’altra parte, è uno dei piatti preferiti dagli italiani e di pizzaioli ce n’è sempre bisogno, tanto che molti arrivano nelle valli montane anche da altre parti d’Italia, se non dall’estero.

Leonardo Gris
Leonardo Gris

«Chiara e Leonardo», spiega Marina Mattea, la titolare del ristorante pizzeria Serena di Sega Digon, «hanno iniziato a lavorare qui nei fine settimana a fare pizze e sono davvero bravissimi. Durante la settimana vanno regolarmente a scuola, qui da noi hanno trovato il modo di apprendere le tecniche del pizzaiolo e di mettere a frutto la loro abilità. Sono due ragazzi in gamba».

I due giovani, che vivono a Danta e frequentano l’istituto Enrico Fermi di Santo Stefano di Cadore, si sono ben integrati nello staff del locale di Sega Digon come due giovani reclute.

«Chiara», prosegue la titolare, «ha iniziato a collaborare con noi nella stagione invernale 2025/2026 come generico di cucina e il nostro chef/pizzaiolo, vedendo la sua predisposizione e la sua curiosità nell’imparare, come se fosse un gioco, le ha proposto di passare al reparto pizzeria come prima esperienza. Così in pochi weekend Chiara ha imparato la stesura della pizza, con la ricetta tradizionale del nostro pizzaiolo Christian Doriguzzi, con lievitazione 48/72 ore; successivamente ha iniziato a guarnire e anche a infornare».

Chiara, insomma, è sempre stata animata dalla voglia di sfidare le attese del maestro pizzaiolo e di entrare in competizione con lui e così ogni weekend ha dimostrato le sue capacità ricevendo i complimenti anche dagli stessi clienti, pur essendo così giovane.

«Nel marzo scorso purtroppo ha avuto un incidente tanto da doversi prendere una pausa di due mesi; ma a giugno era già in pizzeria a coltivare la sua passione, con la voglia e la grinta che la contraddistinguono». Durante la stagione estiva si è dedicata anche alla cucina, aiutando lo chef nella preparazione di dessert, paste fresche e paste ripiene.

I due ragazzi sul bancone della pizzeria
I due ragazzi sul bancone della pizzeria

Poi un nuovo arrivo, un altro giovane che si è affacciato al locale per imparare.

«A settembre Chiara ci ha comunicato che un suo amico, Leonardo Gris, avrebbe voluto intraprendere la stessa strada facendo il pizzaiolo», spiega Marina Mattea, «e così lo abbiamo inserito nel nostro staff per aiutarci nei weekend con maggiore affluenza».

«I due ragazzi sono molto amici», sottolinea la titolare del ristorante pizzeria di Sega Digon, «provengono dallo stesso paese e sono cresciuti insieme. Leonardo ha vinto la sua iniziale timidezza e ha cercato ogni weekend di imparare, di “rubare con gli occhi” questo mestiere tanto da arrivare ad essere già un buon aiuto pizzaiolo. E fra di loro è nata anche una sana e simpatica competizione, sfidandosi ad inventare ogni weekend una pizza diversa. Le ultime di loro inventiva sono state, per Chiara la “dolomitica”, con base bianca, crema di patate, finferli, speck in cottura e scaglie di stravecchio.

La pizza di Leonardo, battezzata “Leo”, è invece con base bianca, crema di zucca, stracciatella di burrata e prosciutto crudo di Sauris. E così giocano con la loro passione ottenendo ottimi risultati; così come fanno anche in due squadre calcistiche: Chiara nella femminile Dolomiti Bellunesi e Leonardo nel Comelico, alternandosi i weekend tra pallone e pizza».

 

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