Visite ai luoghi del Vajont parte la riorganizzazione

Parco, Pro loco e sindaci studiano regole comuni per la diga e gli altri siti La Fondazione: «Pronti a ripensare anche le tariffe del servizio di guida»
Di Enrico De Col
Stefano Cagol proietta un raggio di luce che attraversa il vajont
Stefano Cagol proietta un raggio di luce che attraversa il vajont

LONGARONE. Una task force per ridefinire l'organizzazione delle visite guidate sul Vajont, la diga in primis, ma anche i vari luoghi della memoria nel longaronese e nella Valcellina, per preparasi meglio alle tante richieste di privati, scuole e gruppi in vista del 50º anniversario della tragedia.

Per discuterne si sono ritrovati nelle sede della Fondazione Vajont a Longarone i sindaci di Longarone, Castellavazzo, Erto e Vajont insieme ai rappresentanti del Parco naturale delle Dolomiti Friulane, che gestisce il sito e le visite in diga su delega dell'Enel, e delle Pro loco di Longarone, Erto, Casso e Vajont che effettuano con il loro personale il servizio guide insieme agli addetti del Parco.

«Questa riunione», dice il presidente della Fondazione Vajont e sindaco di Longarone Roberto Padrin, «è stata necessaria alla luce della costante e sempre crescente richiesta di gruppi e scolaresche, non solo della provincia ma da tutta Italia, per venire in visita sugli itinerari del Vajont. Vogliamo creare a breve un gestione comune con regole uguali per tutti e magari ripensare anche i costi del servizio, ora attestati a 8 euro a persona per le comitive che effettuano le visite guidate su alcuni luoghi significativi e 5 a persona per chi vuole andare solo sul coronamento della diga. Una cosa importante da dire è quella che i vari costi sono necessari perché servono per la gestione e manutenzione delle strutture. Quindi se si pagano le varie visite è perché c'è la necessità di mantenere al meglio i vari siti come la zona della diga e sostenere le spese dei vari musei. Naturalmente non c'è solo la diga ma anche la chiesa del Michelucci e il museo “Attimi di storia”a Longarone, il cimitero monumentale delle vittime a Fortogna, il vecchio campanile di Pirago e poi la frana del monte Toc e i sentieri circostanti, i borghi e il museo a Erto e Casso: tutti percorsi del turismo della memoria prima gestiti in modo separato che invece adesso vogliamo coordinare in modo unitario. Per questo la settimana prossima ci incontreremo di nuovo per mettere finalmente a punto queste nuove linee guida».

«Lo scopo finale», continua Padrin, «è quello di favorire il più possibile l'accesso alla memoria, soprattutto per le giovani generazioni. E con questo spirito abbiamo pensato di organizzare per il prossimo 21 settembre una grande giornata sui luoghi del Vajont con tutti gli alunni delle due vallate, di ogni ordine e grado, degli istituti comprensivi di Longarone e di Montereale Valcellina. Ci saranno davvero tantissimi ragazzi e per l'occasione stiamo pensando ad un'idea di qualcosa che possa essere un passaggio simbolico di consegne tra le generazioni. Un'altra novità è che ad aprile partirà un nuovo corso, il primo dal 2009, per formare le guide sul Vajont, ovvero gli “informatori della memoria” che sarà coordinato dal consigliere comunale Giovanni Danielis. Sarà come sempre aperto a tutti: in questo modo aumenteremo le forze in campo per il servizio guide».

In questo momento per chi volesse avere informazioni e prenotare un servizio di visita guidata per classi delle scuole e comitive sui luoghi del Vajont deve rivolgersi alle varie Pro Loco (Longarone, Erto, Casso o Vajont), chi invece vuole solo recarsi sul coronamento della diga da solo o in gruppo deve rivolgersi agli uffici del Parco delle Dolomiti Friulane oppure nel punto informazioni sulla diga negli orari di apertura.

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