Via libera: nel 2020 Luiss arriva a Belluno. Sarà la terza sede della business school

L’iniziativa di Confindustria Belluno Dolomiti ottiene l’ok definitivo. Bocche cucite tra gli industriali e in Comune
Foto sede Villa Blanc - Villa Blanc - 010818
Foto sede Villa Blanc - Villa Blanc - 010818

BELLUNO. Il via libera è arrivato ancora la scorsa settimana ma le bocche in via San Lucano, sede degli industriali, restano cucite, anzi sigilllate, sembra in attesa che sia lo stesso Vincenzo Boccia, leader nazionale di Confindustria, a confermare la notizia e dare il via alle danze. Dal 2020 Belluno diventerà sede della Luiss, una delle principali Business School italiane e internazionali.

Quello che sembrava un sogno – i detrattori parlavano di una pia illusione – è diventato realtà con gli organi decisionali interni che si sono riuniti pochi giorni fa nella capitale e hanno dato l’ok all’operazione, che per la città capoluogo e l’intero territorio ha un suo innegabile peso specifico.

Belluno entra così nell’olimpo dell’alta formazione con una delle scuole più prestigiose sulla piazza, essendo emanazione diretta della stessa Confindustria nazionale. Anzi, secondo l’idea della Business School, il capoluogo dolomitico dovrebbe diventare polo per l’intero Nordest. Davvero un bel colpo.

La partita della Luiss è iniziata circa due anni fa come una scommessa. Era stata la stessa Confindustria di Belluno a gettare il cuore oltre l’ostacolo, con un’idea che poteva apparire un azzardo, ma che, giorno dopo giorno, ha trovato il sostegno delle Istituzioni, Comune di Belluno in primis, e poi Provincia, Bim e lo stesso Comune di Feltre.

È così che gli organi decisionali di Luiss – dopo una lunga istruttoria, fatta di contatti, sopralluoghi, programmi – hanno dato l’ok all’operazione: portare nella prestigiosa cornice di Palazzo Bembo corsi post-universitari e di alta formazione, capaci di rispondere ai fabbisogni delle imprese bellunesi, ma soprattutto di attrarre cervelli e iscritti da fuori provincia. Quello bellunese sarà infatti il polo del Nordest della Luiss, la prima scuola di alta formazione italiana ad essere entrata nel Global Business School Network (Gbsn), dove sono presenti le principali realtà mondiali come il MIT, University of California, Berkeley, Columbia Business School.

Nel capoluogo dolomitico, a partire dal prossimo autunno, Luiss porterà docenti di fama, proposte esclusive e master d’eccellenza.

Come anticipato nei mesi scorsi, la proposta complessiva si suddivide in due grandi ambiti: master per laureati e master executive (rivolti cioè a chi già lavora).

Nel primo caso, i master saranno full time e di durata biennale. Inizialmente, uno in materia turistica, da collegare anche ai grandi eventi sportivi, l’altro invece di management d’impresa.

Nel secondo caso, quello degli executive master, ci sarà una maggiore elasticità e avranno durata variabile, essendo rivolti a un pubblico di lavoratori anche sulla base delle esigenze delle aziende.

Proprio per questo, da tempo, Confindustria Belluno Dolomiti ha avviato una fase di discussione e confronto con le imprese della provincia, mappandone i fabbisogni. Circa un anno fa, sono stati anche inviati dei questionari, chiedendo quali fossero le esigenze più pressanti di alta formazione.

Spazio sarà dato all’innovazione 4. 0, ai temi della digitalizzazione e dell’internazionalizzazione, temi che in un territorio profondamente manifatturiero e vocato all’export come quello bellunese hanno una rilevanza specifica.

Quanto alla capacità di attrazione, il nome di Luiss è altisonante e, agganciato ai Grandi eventi di Cortina 2021 e Olimpiadi 2026, potrebbe fare la differenza in termini di promozione.

Al Bembo, intanto, ci sono stati già diversi sopralluoghi con gli architetti di Luiss al fine di rendere il palazzo storico accessibile e funzionale. Sopralluoghi che nelle settimane scorse non sono passati inosservati in città.

Ci saranno diverse aule – tutte cablate – servizi igienici e anche degli spazi ricreativi. Resta aperto il nodo della ricettività, vero problema del capoluogo. Ma, per il momento, meglio godersi la bella notizia, che potrebbe davvero – dopo la chiusura della Fondazione per la cultura e l’alta Università morta per inedia – rilanciare l’alta formazione in provincia. —




 

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