Vetrine frigorifere spente e pannelli fotovoltaici per fronteggiare i rincari

Negozianti e artigiani di tutta la provincia tentano di ridurre al minimo i consumi di energia Il macellaio: «Ma io non posso fermare le celle». La parrucchiera: «Più costosi pure i prodotti» 

la stangata

Bollette esagerate, i commercianti bellunesi non sanno più come fare. Chi può spegne frigo e apparecchi elettrici, chi non può stringe i denti per non rincare i prezzi al consumatore.

«Cerco di accendere meno frigoriferi e di concentrare le attività che consumano energia», dice Andrea Tazzara del Black Soul caffè di Belluno (foto 1).

«Da 450 euro la bolletta mensile è schizzata a mille euro e per la prima volta abbiamo deciso di sospendere l’esposizione e la vendita del gelato durante i mesi invernali per tenere spenta una vetrina frigo», dice da Feltre Marilisa Trevisan, della gelateria Dolomiti in via Tezze (2).

«Non ho la possibilità di ridurre i consumi perché le celle frigorifere devono funzionare», allarga invece le braccia Valerio Piccolo (3), della macelleria di via Basso, sempre a Feltre. «Di solito pagavo attorno ai 700 euro, l’ultima bolletta è di 1.100. E sono in condominio, non posso nemmeno pensare di installare pannelli fotovoltaici».

Andrea Fiori (4) del panificio Fiori di San Vito vede la bollette elettrica, per bimestre passare da 4.600 euro a 7.000 euro. «Le attività commerciali, gli alberghi, ma tutti, non possono reggere certi aumenti», spiega Fiori, «io nei negozi ho frigoriferi, forni e altro che va a corrente e deve andare sia che ci sia lavoro che non ci sia gente. La stagione è quella che è, lavoriamo il fine settimana e poi poco, ma le celle e i forni vanno lo stesso».

«Per un’attività come la mia che vive di energia elettrica i costi stanno diventando ingestibili». Parola di Mara Bassanello (5), titolare del centro estetico e abbronzatura Queen Sun alla Veneggia, che si è vista letteralmente raddoppiare la già importante bolletta su cui pesano i potenti solarium da 10 kW. «Con l’emergenza Covid avevo deciso di non ritoccare i prezzi come avevano fatto molti altri, ma ora mi vedo costretta a pensarci».

«Abbiamo registrato un aumento del 30-35% sulle ultime bollette», incalza Agata Raccuglia (7), titolare del centro estetico Beyouti di Sedico, «questo è grave per la nostra categoria».

«Mi affido al mio animo rock and roll», dice Meri Casagrande (8), titolare di Kalè Acconciature a Belluno e del B&B Casagrande in Alpago. «Il negozio sta soffrendo di più rispetto al B&B dove, grazie ai pannelli fotovoltaici ci autogestiamo». Come risponde alla crisi? «Aumentando il target e la qualità dei servizi».

«Al momento non abbiamo voluto incidere sul listino prezzi dei nostri clienti. Però i costi delle bollette sono incrementati senza dubbio, siano esse legate all’elettricità o ai costi del riscaldamento»: conferma la tendenza generale Barbara Slongo (9), titolare di Mirror Acconciature a Busche di Cesiomaggiore. «Non bastasse, anche i prodotti che utilizziamo per il taglio e la cura dei capelli costano di più rispetto a prima».

«Non ho intenzione di scaricare sui prezzi i rincari delle bollette, ma se continua così rischiamo di chiudere a Gosaldo, mentre a Rivamonte ho un po’ di margine in più». Malvina Gnech, assieme a Sara Speranza (6), è titolare dell’alimentari Bepi Bosol a Rivamonte e della macelleria in piazza a Gosaldo. «A Rivamonte la bolletta dell’elettricità di dicembre è passata dai 395 euro del 2020 ai 780 del 2021; a Gosaldo quella di ottobre-novembre 2020 era di 640 euro, quella dello stesso periodo del 2021 è di 1. 330».

Christian De Biasio (15) dell’enoteca Oh Perbacco di Cencenighe confronta la bolletta della luce di oggi con quella di agosto. «Quest’estate erano 800 euro», dice, «adesso 1.369. E non dimentichiamo che se il gasolio prima costava un euro al litro adesso ne costa 1,15-1,20». «A parte qualche rarissima eccezione», continua, «i listini dei vini sono tutti aumentati e noi dobbiamo cercare di contenere gli aumenti del prezzo al consumatore finale».

«Le bollette della luce sono in pratica raddoppiate», dice Diego Fattor (10) che gestisce i bar Murazzi e Torre 2 a Longarone, «non è una sorpresa purtroppo perché i fornitori ci avevano già avvisto mesi fa di questi aumenti in arrivo».

«Se va avanti così saremmo costretti a ritoccare i prezzi al rialzo», dice Matteo Chizzali (11) del bar Bivio di Ponte nelle Alpi, «non ci lasciano certo molte scelte perché noi dobbiamo avere un margine di guadagno».

«Non si tratta solo di pagare molto di più una bolletta», spiega Dino Fabbro (12), titolare dell’alimentari in piazza a Lorenzago, «da settimane i prezzi degli alimenti continuano a salire e la gente compra sempre meno. I piccoli negozi come il mio facevano già fatica prima ad andare avanti, questa potrebbe essere un’altra mazzata per molti».

«Sono riuscito a contenere questo aumento grazie ad un cambio di fornitore e di conseguenza ad un prezzo bloccato qualche mese fa, però siamo alla follia, sono arrivato a pagare il doppio rispetto all’anno scorso», contesta Sergio De Candido (13), titolare del Monaco Sport Hotel di Santo Stefano. «Sei costretto ad aumentare qualcosa, ma rischi di non avere più clienti».

Quattrocento euro in più al mese di luce: a tanto ammonta l’aumento in bolletta per Raniero Campigotto (14) gestore del rifugio Col Gallina di Cortina. «Io da anni uso anche fonti di energie rinnovabili», spiega, «ho pannelli sul tetto che utilizzo per scaldare l’acqua e mi garantiscono un bel risparmio. Ho poi installato una caldaia a cippato per il riscaldamento e risparmio 8 mila euro l’anno di gasolio. Ma il tema va affrontato non solo pensando alla propria azienda. Io ho il rifugio a fianco degli impianti: se decidono di ridurre l’orario di apertura il danno, a catena, è per tutti».

Alla cooperativa Consu & Lipa di Casamazzagno la bolletta dell’elettricità è passata da 350/400 euro al mese a 570 euro. «Siamo fortunate perché il nostro negozio è molto caldo e non ha bisogno di riscaldamento», dicono Antonella Festini e Consuelo Pellizzaroli (16), «a noi basta un piccolo riscaldatore dietro al banco». Più complicata sarà la situazione nel vicino bar che la Cooperativa sta finendo di attrezzare in questi giorni: «Mi spaventa il fatto di aprire una nuova attività, tutto in un bar richiede molta energia».

I prezzi dell’energia sono solo una parte del problema per la ferramenta di Mauro Pomarè (17) a Campolongo, che lamenta soprattutto aumenti generalizzati sulla merce. «Sui prezzi che pratico cerco di non sforare per un discorso di servizio e concorrenza», spiega. La ferramenta si occupa anche di rivendere bombole di Gpl i cui prezzi, da ottobre a febbraio, hanno subito aumenti minimi, nell’ordine di 1 euro per 10 kili di combustibile, poco più del 3, 7 percento.

Preoccupata per il costo delle materie prime è anche Alessandra Mineo (18), del panificio Ferrazzi a Formegan di Santa Giustina. «La farina ha subito un incremento del 30%, ma non è certo l’unica. Anche i prodotti al dettaglio quando vengono consegnati dai fornitori li troviamo innalzati e di conseguenza dobbiamo venderli a prezzo maggiorato».

«Non si torna indietro», dice anche Anna Menazza (19), la cui famiglia produce pasta fresca dagli anni Sessanta in piazza del Mercato a Belluno. «Certo la bolletta dell’energia è stata pesante e, in precedenza, erano aumentate le materie prime, a cominciare dalle semole, cioè dalle farine, tuttavia abbiamo sempre garantito il massimo della qualità. I prezzi sono gli stessi e speriamo di poter resistere».

Grande tradizione anche nel panificio Casol di via Duomo, dove si produce e vende dal 1945: «La bolletta dell’energia è salita del 40% e aspetto quella del gas, che immagino altrettanto elevata», spiega Luca Casol (20). «Avevamo già dovuto mettere in preventivo l’aumento di latte, farina e uova. Anche da noi i prezzi sono rimasti gli stessi, del resto non possiamo pensare di perdere clienti». —

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