L’ultimo abbraccio di Belluno a Gianclaudio Bressa: «Sei stato un un grande timoniere e costruttore di ponti»

Altoatesini e parlamentari riempiono il Duomo per i funerali dell’ex sottosegretario. Grandi assenti i politici veneti. La figlia Giulia: «Un uomo romantico e protettivo»

Marcella Corrà
Ai primi banchi tutta la famiglia di Bressa. I figli Giulia e Giovanni, la sorella Nicoletta con il marito Nicola Zeggio. E i nipoti che hanno anche letto dei ricordi
Ai primi banchi tutta la famiglia di Bressa. I figli Giulia e Giovanni, la sorella Nicoletta con il marito Nicola Zeggio. E i nipoti che hanno anche letto dei ricordi

“Buon viaggio papi, ti vogliamo bene”, lo dice tra le lacrime e con la voce rotta Giulia, la figlia di Gianclaudio Bressa, che ha ricordato il padre e l’uomo politico dall’altare, prima della benedizione finale del parroco del Duomo, mons. Attilio Zanderigo. Duomo pieno ma non affollato come ci si poteva aspettare per i funerali di un uomo di quel calibro, parlamentare dal 1996 al 2022, vice sindaco prima e sindaco di Belluno poi, in una stagione di grandi opere che hanno cambiato il volto della città, quella tra il 1985 e il 1993.

Praticamente inesistente la rappresentanza regionale, presente solo Alessandro Del Bianco. Molto ben rappresentato invece l’Alto Adige con il presidente Kompascher, il vice Alfreider e l’ex sindaco Spagnolli che occupa al Senato il posto che fu di Bressa. Dal Trentino sono arrivati tra gli altri l’ex presidente Rossi e Marco Boato, parlamentare di lungo corso. Da Roma sono saliti a Belluno Enrico Letta, Maria Elena Boschi e Dario Franceschini.

Una cattedrale gremita di sindaci, parlamentari, amici politici ma soprattutto cittadini ha accolto il feretro di Gianclaudio Bressa. Molti anche gli amministratori con la fascia
Una cattedrale gremita di sindaci, parlamentari, amici politici ma soprattutto cittadini ha accolto il feretro di Gianclaudio Bressa. Molti anche gli amministratori con la fascia

La città di Belluno è stata rappresentata da Paolo Gamba, Provincia non pervenuta. Molti gli ex parlamentari presenti, tra cui i bellunesi Crema, Fistarol, De Menech e Paniz, Piccoli e D’Incà. Cinque i sindaci con la fascia tricolore. Eppure se i Comuni bellunesi possono beneficiare dei Fondi dei Comuni di confine lo si deve al grande lavoro fatto da Bressa nel 2014 per modificare la norma che li istituiva e rendere i soldi disponibili.

Giulia Bressa ha parlato da figlia, prima di tutto, ricordando il sorriso del padre Gianclaudio, quello di una persona solare, scherzosa, amante della vita («anche del Milan e della buona cucina»). «Un uomo romantico, grande e protettivo, sempre presente e sempre attento, segnato dalla scomparsa di nostra madre». La giovane donna ha ricordato poi il ruolo importante negli ultimi dieci anni della compagna Francesca Puglisi: «Grazie a lei la vita è andata avanti».

Puglisi, seduta qualche banco dietro, ha versato molte lacrime dopo le parole di Giulia, e ha riservato molti abbracci fuori dalla chiesa anche alla sorella di Bressa, Nicoletta. Giulia non ha dimenticato di citare la dolcezza e l’amore del padre per le quattro nipotine, figlie della stessa Giulia e del fratello Giovanni.

Dell’uomo politico la figlia ha sottolineato la capacità del padre di risolvere questioni complesse, con preparazione e schiettezza.

Ma di questo aspetto, quello della vita pubblica di Gianclaudio Bressa, ha parlato soprattutto Marco Perale, coetaneo e amico di lunga data, sia per motivi famigliari che politici, entrambi militanti della sinistra democristiana. «Un uomo capace di costruire ponti, di ricucire rapporti, tra territori diversi, tra centro e periferia. La politica era la sua vocazione, non esercizio del potere ma servizio.

Figlio della montagna, che amava e praticava come sciatore, al servizio di montagne diverse. Dalla montagna ha imparato la pazienza, la preparazione e la fatica. Nei difficili momenti dei primi anni 90 (quando la Dc si è sciolta, ndr) abbiamo costruito insieme una piccola scialuppa che ci ha consentito di andare oltre. Lui fu un timoniere importante, con il vento in poppa dei valori. Ciao Lallo». Un applauso ha salutato i due interventi di saluto di Perale e della figlia.

Fuori dalla chiesa, è il momento dei ricordi e dei commenti. «Lo hanno detto bene in chiesa, hanno detto la parola giusta, un fantastico e unico costruttore di ponti», spiega Enrico Letta, ex presidente del Consiglio, «Bressa è stato un uomo delle istituzioni sempre molto attento a valorizzare i territori. Ha fatto tutto questo con passione e grandissima intelligenza. Sono venuto qui ai funerali perché credo tantissimo in tutto quello che lui ha fatto».

Maria Elena Boschi, ex ministro nel Governo Renzi, ha incontrato Bressa proprio al suo ingresso in Parlamento: «Con lui ho potuto imparare tanto. Abbiamo lavorato tanto al governo insieme, sia con Renzi che con Gentiloni, soprattutto sul tema delle autonomie. Ci siamo anche divertiti tanto insieme, quando siamo stati entrambi candidati a Bolzano, io alla Camera e lui al Senato: è stato un amico e un grande maestro».

Anche Dario Franceschini, ex ministro e parlamentare, parla di un amico vero: «In questi giorni c’è stato un riconoscimento unanime delle sue capacità e competenze, serietà e buonumore, apprezzato da tutti, amici e avversari». «Uno dei pochi veri riformisti che ho conosciuto», il giudizio di Maurizio Fistarol, «uno che aveva capito che le cose si cambiano con la conoscenza, con la competenza e con il lavoro concreto, non con le chiacchiere».

Un avversario politico è stato sicuramente Maurizio Paniz, avvocato ed ex parlamentare: «Con lui ho vissuto molti anni di collaborazione e contrasti, come è fisiologico dal punto di vista politico, ma sempre con grande rispetto. Come cittadino di Belluno gli sono molto grato per le tante opere importanti realizzate in città che portano la sua firma».

 

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