Cabinovia di Socrepes, l’inchiesta si allarga: la Corte dei Conti apre un fascicolo

La cabinovia passa sotto la lente dei magistrati contabili dopo quelli penali. Si allarga l’inchiesta sugli affidamenti diretti: con Cortina a rischio anche Bormio

 

Alessandro Michielli
La stazione di monte della cabinovia di Socrepes
La stazione di monte della cabinovia di Socrepes

Doppia azione dei magistrati nei confronti della cabinovia Apollonio-Socrepes. Anche la Procura della Corte dei Conti di Venezia ha aperto un fascicolo sull’impianto a fune ampezzano: l’organo costituzionale, che svolge le funzioni di controllo nelle materie di contabilità pubblica, ha confermato di aver avviato le indagini in merito ad un eventuale danno erariale connesso all’appalto della cabinovia: i pm contabili stanno indagando su potenziali colpevoli. Si tratta dello stesso procedimento avviato per la pista da bob di Cortina.

Valanga giudiziaria

Quella che ha colpito Cortina si può definire una vera e propria valanga giudiziaria. Dopo l’ipotesi di turbativa d’asta formulata dalla Procura della Repubblica di Belluno, l’impianto entra ufficialmente nei radar dei giudici contabili.

Tutto è iniziato nella giornata di giovedì, quando il procuratore bellunese Massimo De Bortoli ha ordinato una serie di perquisizioni in cinque diverse città italiane nell’ambito di un procedimento penale avente oggetto il reato di turbata libertà della gara d’appalto.

Gli ufficiali di polizia giudiziaria della squadra mobile di Belluno e del servizio centrale e operativo della polizia di Stato di Roma, hanno eseguito le perquisizioni a Roma (sede legale di Simico), Milano, Brescia (sede di Graffer), Napoli e Cortina d’Ampezzo. Le operazioni riguardano Simico, stazione appaltante della cabinovia e Graffer, la ditta a cui è stato affidato l’appalto.

Le persone iscritte nel registro degli indagati sono tre: Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario di Governo e ceo di Simico, Valeria Cepi, ingegnere della Società infrastrutture e Angelo Redaelli, amministratore delegato della Graffer.

Fari su Bormio

A Bormio la situazione appare altrettanto complicata. Anche in questo caso Simico aveva assegnato a Graffer l’appalto per la realizzazione dell’impianto a fune lombardo denominato “Stelvio Alpine Centre”.

Si tratta di una seconda assegnazione diretta, giustificata così nel preavviso di aggiudicazione: «Fatta per ragioni di estrema urgenza derivanti da eventi imprevedibili dal committente e avviata dopo la procedura ristretta andata deserta».

L’intervento, nel suo complesso, comprende la realizzazione di una cabinovia a dieci posti e una seggiovia esaposto in sostituzione della quadriposto “Ciuk–Laghetti” e della quadriposto “Valbella – Bormio 3000”. Come da indicazioni di Simico, era stato chiesto di realizzare almeno uno dei due impianti entro l’inizio dei Giochi.

Ma i lavori non sono mai partiti ed oggi la preoccupazione di alcuni dirigenti bormini del settore (che avrebbero ingaggiato un consulente per redigere una relazione sull’impianto a fune di Cortina) è alta: «Noi bormini siamo preoccupati di come sta andando questa vicenda», afferma un tecnico della società di impianti di Bormio, «visto che Graffer deve realizzare da noi ben due impianti. Se adesso la società si blocca, bisogna capire cosa succede. Questi due impianti non c’entrano nulla con le nostre strutture, ma saranno gestiti dai comuni di Bormio (il primo) e Valdisotto (il secondo)».

I legali di Redaelli (Graffer)

«Noi siamo assolutamente convinti di essere nel giusto, spero che quel fascicolo venga chiuso presto», afferma Benedetto Maria Bonomo, legale di Angelo Redaelli, amministratore delegato della Graffer di Centenaro (Brescia), indagato dalla Procura di Belluno per presunte irregolarità nei lavori della cabinovia Apollonio Socrepes a Cortina. «Non è il primo procedimento su ipotesi di turbativa d’asta e siamo sempre stati assolti».

«Quello che spiace», prosegue Bonomo, «è la scelta di diffondere comunicati stampa. Siamo da poco stati assolti, sempre per un fatto di turbativa d’asta, a Verona, dopo che per anni siamo stati messi sotto accusa a piene pagine sui giornali, come avviene in questi giorni. Ci vorrebbe un po’ più di prudenza prima di rilasciare informazioni che lasciano il tempo che trovano. Ad oggi non abbiamo mai perso».

Il legale ricorda che le materie sono estremamente tecniche e, al netto del risultato che questo procedimento avrà «è accaduto spesso che si parta in pompa magna con inchieste clamorose, che sempre partono o per denunce anonime di parti che solitamente hanno perso l’appalto o per motivi politici, perché l’amico dell’amico non è stato preso in considerazione. E poi il procuratore nemmeno si presenta al dibattimento a fare la requisitoria, perché capisce che i suoi supertecnici così tecnici poi non erano».

I legali di Saldini (Simico)

«Siamo assolutamente tranquilli sulla trasparenza di Fabio Massimo Saldini, uomo di specchiata onestà che ha sempre agito nel pieno rispetto delle regole», afferma Maurizio Paniz, legale dell’amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico).

Paniz evidenzia che Saldini, indagato per l’ipotesi di reato di turbativa d’asta, «è molto amareggiato nel momento in cui ha ricevuto un avviso di garanzia, come lo sarebbe chiunque che sa di aver agito correttamente. Ho già chiesto al procuratore Massimo De Bortoli che Saldini si presenti spontaneamente senza nemmeno aver guardato le carte per fornire tutti i chiarimenti che servono. Questo avverrà la prossima settimana».

 

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