Veneti antichi tra conca alpagota e Cadore
Continuano oggi a Castellavazzo le conferenze sull'archeologia
I Veneti antichi nella conca dell'Alpago e nel Cadore. Questo è il tema della sesta conferenza del ciclo "C'erano.... una volta" dalla Preistoria alla Storia nelle Prealpi Bellunesi" tenuta da Eugenio Padovan oggi alle 20,30 nel Parco Tecnologico Zona Malcolm a Castellavazzo. Il relatore illustrerà subito come non ci siano stati, in tali territori, solo Veneti ma anche Celti e Reti. La conferenza non si limiterà agli ambiti preannunciati, ma comprenderà Feltre, Mel, Ponte nelle Alpi e Castellavazzo attraversando Pieve di Cadore, lasciando sullo sfondo Valle, e via attraverso Lagole, Cimagogna per giungere al santuario del Monte Calvario di Auronzo. Pagine di archeologia che non sempre sono complete, anzi, per quel che riguarda Feltre con i Reti, sono da registrare la pressoché totale assenza di una molteplicità di siti che hanno restituito, in questi ultimi decenni, parecchie testimonianze che confermano quanto ci tramanda Plinio nella sua "Storia Naturale". Con Mel e Alpago al centro delle immagini e delle descrizioni vi saranno le necropoli e l'abitato della località Cioppa con le vicende legate alla loro scoperta dovuta quasi esclusivamente alla passione di amministratori e dei volontari locali. Opportunità che ha consentito, alla Soprintendenza, di compiere ritrovamenti davvero eccezionali come quello della situla istoriata "Alpago" o dei circoli funerari di Via Tempietto a Mel. Salendo per la valle del Piave Castellavazzo diviene, in questo itinerario, una tappa obbligata perché porta del Cadore considerata sia nell'età del ferro sia in quella romana. A Pieve di Cadore sarà analizzata la stratificazione messa in luce nell'area antistante il Palazzo della Magnifica Comunità, indagata solo verticalmente, che conteneva strutture e reperti dall'età romana a quella del ferro, come la ceramica retica Fritzens-Sanzeno, un'iscrizione venetica. Qualche considerazione e immagine riguarderanno pure la ceramica dell'età del bronzo e del ferro ritrovata lo scorso anni nelle vicinanze della Casa natale del Tiziano e proveniente per via di uno smottamento, con molta probabilità, sceso in un periodo non determinato, dal soprastante Castelliere di Monte Ricco. Dell'importante stipe votiva di Lagole con la molteplicità d'iscrizioni venetiche e reperti anche celtici, scoperta e scavata dalla fine degli anni quaranta, da Giovan Battista Frescura, molto si conosce e si è scritto, ma ancora molti sono gli interrogativi da sciogliere, tanto che sarebbe sperabile che riprendessero le ricerche sul terreno.
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