Mappe del rischio idrogeologico: fissato un vertice tra governo e Regione

Monta la rivolta contro le nuove classificazioni dei terreni. Interviente il viceministro dell’Ambiente Vannia Gava: «Possibili modifiche, ma le fragilità sono in aumento»

Francesco Dal Mas
Il viceministro all'Ambiente Vannia Gava
Il viceministro all'Ambiente Vannia Gava

 

«Ministro dell’Ambiente, se ci sei batti un colpo» hanno sollecitato gli assessori regionali Venturini e Bond in tema di nuove mappe del piano anti alluvioni redatta dall’Autorità di Bacino, che hanno trasformato intere porzioni di territorio veneto – 40 i Comuni bellunesi coinvolti – in aree dove non si può più né costruire né ristrutturare. Un appello a intervenire, quello degli assessori regionali, rivolto direttamente al ministro dell’ambiente Pichetto Fratin. Che però ha dato la delega al viceministro dell’Ambiente, Vannia Gava.

Gava, la situazione è allarmante.

«Giovedì di questa settimana incontrerò in Regione l’assessore Elisa Venturini, che già sabato scorso mi aveva contattato sul tema. Nulla di puntuale posso dire fino a che non avrò contezza dei problemi che la Regione ci sottoporrà. Però posso fin da subito assicurare che ogni forma di tutela è prevista per la sicurezza della comunità e dei cittadini, non per capriccio di qualche tecnico. E che si terrà conto, in sede di Autorità di Bacino, delle osservazioni che verranno presentate, nella fattispecie gli interventi di mitigazione già realizzati o in programma».

Oggi prenderà in mano la documentazione che ha chiesto in sede ministeriale per poter dare risposte più puntuali alla Regione Veneto.

«Sulla base di questa documentazione voglio capire bene che cosa si può fare e ragguagliare Venturini nel merito. Assicuro che esaminerò le nuove mappe di rischio del Bellunese, per capire la ragione per cui sono stati posti determinati vincoli, come nel caso di Cortina».

Argomento spinoso.

«Il tema non potrebbe essere più ostico: ci si va a scontrare, come mi rendo ben conto, con quelli che sono i dati tecnici e con ciò che purtroppo riduce le possibilità di realizzare determinati interventi. Bisogna trovare una mediazione».

È ancora possibile? Tanti sindaci e gli assessori regionali Venturini e Bond dicono che l’Autorità di Bacino non sta nemmeno ad ascoltare.

«Confermo la disponibilità anzitutto del ministero e, quindi, anche dell’Autorità di Bacino. Ma anche le Regioni hanno la loro responsabilità: i piani sono stati votati, non dimentichiamolo, dalle Regioni. Le polemiche oggi non servono. E vero o no che siamo ancora nella fase delle osservazioni? Di tempo ce n’é fino a fine agosto. E poi si tenga conto che i piani sono dinamici: se vengono previste opere compensative in un determinato territorio, queste vanno a ridurre l’area di pericolosità; che non sarà più magari un P2 rosso, quindi potrò continuare a fare determinate attività o comunque la misura non mi va a influire sul piano urbanistico comunale».

Obiezione dal territorio: è accaduto, stando alle reazioni dei sindaci, che tutta una serie di osservazioni presentate nel recente passato abbiano visto solo la strada del cestino.

«Verificherò con l’assessore che cosa è accaduto e cercheremo di trovare insieme una soluzione. Anche se, lo ripeto, le competenze del Governo arrivano solo ad un certo punto. Poi tocca alle Regioni. E il tema è davvero complesso, anzi complicato. Dobbiamo essere tutti consapevoli che i cambiamenti climatici ci sono, che le bombe d’acqua sono sempre più frequenti, che non c’è più un territorio in sicurezza. Noi abbiamo il 95% dei Comuni italiani che sono a rischio di dissesto idrogeologico. Ne vogliamo prendere atto?».

Certo. Ma quando in un territorio come quello della Paludi in Alpago hai per la stessa fabbrica due misure, un pezzo che può restare al livello terra e un altro pezzo che deve essere rialzato di un metro e mezzo. O ancora, restando in Alpago, la Casa di riposo finita sott’acqua eppure non ha vincoli, li ha invece un’area che sta appena più in alto. Dov’è la logica?

«Non posso entrare nella casistica. Ma nessuna scelta è stata compiuta a caso. Neppure quella di vincolare buona parte di Cortina. Per le Olimpiadi è stato fatto uno studio straordinario, mi creda; l’Autorità di Bacino in pochi mesi insieme al ministero, lo ha fatto per tutte le opere di Milano-Cortina. Nulla è stato lasciato al caso. E, in ogni caso, se qualche errore è stato fatto, penso non ci sia nessun problema a correggerlo».

Una disponibilità che sarebbe emersa in queste ore anche dalla stessa Autorità di Bacino, che ha fatto sapere, attraverso la segretaria Marina Coalizzi, che l’apertura al dialogo «c’è tutta» e che, contrariamente a quanto asseriscono taluni amministratori locali, «non c’è logica di penalità» su determinate scelte. Le nuove mappe, quindi, «se serve verranno riaggiornate». Prevista entro fine giugno una specifica conferenza tecnico-operativa.

 

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