Val Canzoi, copertura per i telefoni cellulari a macchia di leopardo

La segnalazione di un escursionista ha attivato le verifiche Il sindaco Zanella: «Impossibile portare il segnale ovunque» 

CESIOMAGGIORE

I telefoni “antiquati”, quelli di prima generazione che hanno preceduto gli smartphone, non sono coperti dalla rete Tim in Val Canzoi. Anche se il gestore telefonico è lo stesso. A questa constatazione sono giunti il sindaco Carlo Zanella e il consigliere delegato Michele Marin, dopo la segnalazione di un escursionista sulla “totale assenza di rete cellulare già in prossimità del lago e poi lungo tutto il percorso per i Piani Eterni”.

«A parte che non sappiamo di che telefono disponesse questo signore nonostante glielo avessimo richiesto via mail. Ma la nostra intenzione, di concerto con le istituzioni e con gli enti gestori, non era quella di dare copertura alla valle intera», spiega il sindaco Carlo Zanella. «Lo scopo dell’iniziativa era quello per cui chi si trova in zona Cimonega o Erera Brandol o in direzione di passo Alvis, non dovesse rientrare in valle per avere la possibilità di chiamare i soccorsi. Con il mio telefono e con quello del mio consigliere Marin, abbiamo fatto delle prove, portandoci appositamente in sopralluogo sul passo del Comedon dopo la segnalazione dell’escursionista: io riuscivo a chiamare i numeri di soccorso pur non avendo il gestore Tim. Il consigliere con una doppia Sim e un terzo gestore è salito zona diga, con cellulare di ultima generazione ma già “vecchio” di due anni, ed è riuscito a collegarsi a numeri di soccorso. Vorrei sottolineare, a scanso di equivoci, che non sarebbe possibile dare copertura totale all’intera valle. La zona di Orsera, ad esempio, è scoperta. Ma il senso dell’intervento è quello per cui non si debba fare un’ora e mezza di corsa in emergenza per ritrovare il punto di connessione con il numero di soccorso».

In sintesi: con un cellulare con sistema android, i numeri di soccorso sono intercettabili dalle più alte cime. Per questioni orografiche e tecniche, è piuttosto il “fondovalle” ad avere scarsa copertura. «L’obiettivo che ci eravamo prefissati ritengo sia stato raggiunto», conclude il sindaco Zanella. «Sottolineo però che di fronte all’imponderabile che può accadere anche in pieno centro urbano e nonostante la tecnologia più avanzata, il soccorso in tempo reale è ancora perfettibile». —



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