Un'opera importantissima da 80 litri al secondo

Nel torrente a nord del Serva la captazione che potrà dare da bere a quattro comuni
Il presidente della Cm Giorgio De Bona
Il presidente della Cm Giorgio De Bona
 
BELLUNO.
Terminato nel 2002, l'acquedotto del Rio dei Frari parte dal torrente che finisce nel Piave a Pian di Vedoia, attraversando la valle omonima, una zona impervia, impraticabile e ricca di forre, a nord del monte Serva. La presa è superficiale e dopo la captazione l'acqua viene incanalata in una condotta che passa sotto il monte Col Mussac, dove la Comunità montana Belluno-Ponte nelle Alpi ha realizzato una galleria lunga circa 2 chilometri con un dislivello di 200 metri, che dà pressione alla condotta. La galleria entra nella montagna a Pian di Vedoia e sbuca nella selvaggia valle del Rio dei Frari.  L'acquedotto capta 80 litri al secondo ed è stato realizzato per servire i comuni di Ponte nelle Alpi, Belluno, Farra e Puos d'alpago, ma al momento solo Ponte utilizza quell'acqua, perché non sono ancora state costruite le condotte adduttrici necessarie alla distribuzione dell'acqua nelle località destinatarie.  L'acquedotto è di proprietà della Comunità montana e, attraverso di essa, dei due Comuni di Ponte e Belluno, ma viene gestito da Bim Gsp, dopo che la Cm ha rinunicato al ricorso contro l'affidamento del servizio idrico integrato alla società, voluto dall'Ato nel 2003-2004. L'esistenza del Rio dei Frari si conosceva da sempre, ma solo negli anni Novanta si decise di sfruttare quell'acqua a fini idropotabili, anche per la sua consistente portata e oggi l'acquedotto rappresenta una delle maggiori opere di presa della provincia di Belluno. Anche la qualità dell'acqua è ottima: essa viene filtrata e disinfettata per l'uso alimentare, ma il trattamento necessario è davvero minimale, grazie anche al fatto che la captazione avviene in un'area protetta, lontana da tutto, quasi irraggiungibile. Tutta la zona però è ricca di acque, oltre al serbatoio interno alla montagna, individuato come probabile riserva di acqua minerale che la Cm vorrebbe imbottigliare, è fitta la presenza di torrenti che creano valli tra le montagne.

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi