«Uno strumento importante se utilizzato con la testa»

BELLUNO. Il Cai fa parte attiva della Fondazione Dolomiti Unesco. È stato fra le prime istituzioni a volerla, ma sull’iniziativa di “Mountain view” si mostra tiepido e titubante. «Preferiamo i sentieri parlanti, organizzati con la Regione», puntualizza Bruno Zannantonio, del Cai regionale, «che presuppongono la presenza dell’alpinista o dell’escursionista ai piedi della montagna che parla o del sentiero da interpellare».
Sono percorsi, questi, che coinvolgono i diretti interessanti, partecipando loro ogni possibile informazione: alpinistica, storica, geologica, perfino di organizzazione dell’accoglienza sul territorio. Il Cai li ha promossi insieme alla Regione.
“Mountain view” in quota lascia spazio soprattutto alle immagini. Il Cai non è pregiudizialmente contrario. Anzi, Sergio Chiappin, presidente della sezione Cai di Belluno e coordinatore delle altre 19 presenti in provincia, riconosce che si tratta di una straordinaria opportunità promozionale.
«Chi abita in Australia», esemplifica, «ed è interessato a conoscere le montagne più belle del mondo, le Dolomiti, con un click ha modo di salire sulle Tofane piuttosto che sul Pelmo e ne subirà il fascino».
Tutto okay, dunque, l’iniziativa della Fondazione Unesco? «Dipende da come viene utilizzato questo strumento», risponde Chiappin. «Un conto è se si scruta in internet la salita da percorrere per essere più consapevoli delle difficoltà che si presenta; decisamente un altro conto è farsi catturare dal fascino virtuale dell’itinerario e affrontarlo prescindendo dalla necessaria preparazione».
Davide Zanardo è un giovane alpinista di città, fa parte del Cai di Conegliano, e nei fine settimana si fionda in quota. «Poche chiacchiere, “street view” è un’opportunità, non un problema, anche dal punto di vista della sicurezza. Se vado a Roma piuttosto che a Parigi, è matematico che consulti questo strumento per non perdermi o, meglio, per scegliere dove andare. Se salgo in montagna, l’utilità si moltiplica, perché le mappe cartacee non sono così esaustive».
Davide arrampica con un cugino che è una guida. A suo avviso, “street view” è una guida altrettanto utile, di cui non si può fare a meno. Invoglia anche all’esplorazione, mentre per Zannantonio è proprio a questo riguardo che si riscontrano i maggiori limiti, «perché l’avventura», osserva, «non può prescindere dall’apporto umano, dal mettersi in gioco direttamente».(f.d.m.)
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








