Una Honda e una Suzuki davanti all’altare

Successo organizzativo dei Grifoni del capoluogo e del moto club Feltre: soddisfatti i due presidenti
GIAN PAOLO PERONA-PERONA-BELLUNO-RADUNO MOTOCICLISTI
GIAN PAOLO PERONA-PERONA-BELLUNO-RADUNO MOTOCICLISTI

BELLUNO. Il volo dei Grifoni. A tutto gas. Un successone organizzativo per il moto club cittadino, naturalmente da condividere con gli amici di Feltre. Tutti fieri di come si è sviluppata una giornata cominciata al mattino con l’accensione dei motori e finita nel tardo pomeriggio con il cavalletto. In tutto questo tempo, momenti solenni alternati ad altri di divertimento, tra cibo e musica: «È andata meglio di sempre», festeggia Daniele Gorza del Moto club Feltre, «siamo almeno in 5.000, forse addirittura di più e questo è un grande risultato, che ripaga tutto il lavoro che abbiamo fatto, soprattutto nel corso degli ultimi mesi. Non ho chiuso occhio stanotte, perché temevo che qualcosa non andasse per il verso giusto, ma alla fine tutto bene, grazie anche al lavoro della protezione civile e dei carabinieri».

Mai viste delle moto in una chiesa. Tanto meno in una cattedrale: «Per questo, il nostro ringraziamento va al vescovo Andrich. A Castellazzo Bormida, in provincia di Alessandria si svolge il raduno più grande e importante a livello europeo e ci sono abituati, ma da noi è stata una novità molto importante e suggestiva. Il successo della nostra manifestazione ci spinge a lavorare ancora più duramente per la prossima edizione».

I cugini di Belluno erano i padroni di casa e se la sono cavata molto bene: «Siamo molto soddisfatti del risultato che abbiamo ottenuto», sottolinea il portavoce dei Grifoni, Giovanni Tomasella, «ha ragione Gorza, quando dice che questa è la migliore benedizione di sempre. Siamo veramente in tanti e questo premia l’opera di tutti i nostri ragazzi, tra Belluno e Feltre. Non ci sono stati contrattempi e questo significa che ognuno ha fatto completamente la sua parte».

L’idea del trasloco a Belluno era venuta a Nicola Bianchi e il feltrino Gorza l’aveva immediatamente abbracciata. Ieri si sono ritrovati anche accanto all’altare del Duomo, con un panorama forse impensabile: una distesa di tute da motociclista e di caschi: «L’importante è che sia andato tutto bene e che nessuno abbia esagerato, in tutti i sensi. Mi sono dedicato con tutto me stesso a questo evento e non posso che essere molto contento di quello che siamo riusciti a fare, mettendo insieme le forze. Non nascondo che stiamo già pensando al prossimo anno». (g.s.)

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi