Un relitto di elicottero dietro il campo dell’Alpina

BELLUNO. Fai l’aeroplanino, quando festeggi un gol? Al campo sportivo dell’Alpina, sarebbe più appropriato l’elicottero. C’è un relitto parcheggiato nel prato accanto al percorso di guerra della...

BELLUNO. Fai l’aeroplanino, quando festeggi un gol? Al campo sportivo dell’Alpina, sarebbe più appropriato l’elicottero. C’è un relitto parcheggiato nel prato accanto al percorso di guerra della vecchia caserma Piave, tutto ruggine e pericoli. Sulla coda, un cartello con una freccia rossa e la scritta, che è una sentenza: pericolo, stare lontano. Tutto a una decina di metri, non di più, dagli spogliatoi in cui si cambiano e dal prato in cui giocano i ragazzi del settore giovanile della società cittadina di Seconda categoria girone Q. Una situazione che non garantisce alcuna sicurezza, perché per raggiungere il velivolo basta scavalcare una piccola rete coperta da un telo verde e questo non è un suggerimento. Quello che potrebbe essere scambiato anche per un monumento, come il caccia G91 nel piazzale dell’aeroporto Arturo Dell’Oro, è in grado di trasformarsi in un pericolo per i piccoli calciatori, essendo già una preoccupazione urgente per le loro mamme.

Oreste Cugnach è stato presidente del consiglio comunale di Belluno e conosce molto bene la realtà tra La Rossa e Fiammoi: «Ho ben presente quell’elicottero, alle spalle dell’impianto sportivo. È un ricordo dell’antica caserma Piave, la sede del 16. Reggimento Belluno. La Brigata alpina Cadore non aveva elicotteri, a differenza dei successori della Julia, che invece li utilizzavano abitualmente, anche come addestramento. Bisognerebbe chiedere direttamente al Ministero della Difesa cosa intende fare di questo relitto, posto che l’argomento sia di attualità. Sicuramente non è qualcosa di opportuno per i ragazzini, ma è anche vero che l’area è recintata, pertanto non è poi così facile raggiungerla».

È curioso il fatto che i camion militari siano tutti in fila e alloggiati sotto una tettoia, sul lato della caserma che guarda via Tiziano Vecellio, mentre l’elicottero è sotto l’acqua e da lì non si muove, anche perché gli manca qualche elica, ammesso e tutt’altro che concesso che il motore sia ancora in ordine, con tutta l’acqua che ha preso: «Noi non abbiamo mai avuto problemi con i militari della Cadore prima e della Julia poi», sottolinea l’ex presidente di Alpina e Comunità montana Bellunese, Giorgio De Bona, «non nascondo che avremmo voluto strappare quella porzione di demanio ai militari, per allargare lo stadio e magari pensare al sintetico, ma a quei tempi non c’era stato verso e tutto è rimasto com’è. Non è che quell’elicottero ci dia fastidio, visto che c’è il recinto e questo non significa che non teniamo all’incolumità dei nostri ragazzi». (g.s)

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