Un milione per ristrutturazioni e acquisto di vecchie case

Il progetto residenzialità coprirà il 40 per cento delle spese sostenute dal privato Il sindaco Dalla Torre: «L’unica condizione è il recupero del patrimonio esistente»

sovramonte

L’obiettivo è quello di aumentare il numero di famiglie con figli nel territorio sovramontino e insieme quello di recuperare gli edifici esistenti, fra case lasciate in eredità ma non utilizzate che possono essere messe in vendita. Il “progetto residenzialità” è targato Sovramonte e nel bellunese è pilota, mutuato dalle province autonome di Trento e Bolzano. In palio c’è un milione di euro di contributo pubblico che copre il 40 per cento delle spese sostenute dal privato, in termini di ristrutturazione e adeguamento delle reti tecnologiche secondo le normative in vigore. Si parte da 25 mila euro fino a 200 mila euro, a seconda dei progetti di ristrutturazione presentati dai cittadini che entro un paio di mesi, secondo le previsioni del sindaco Dalla Torre, una volta ottenuta l’approvazione della Provincia, potranno fare domanda di contributo.

Per la messa a norma degli impianti e l’antisismica si va da un minimo di 25 mila a un massimo di 50 mila euro. «Oltre a questo abbiamo previsto la possibilità di un contributo di 250 euro a metro quadrato per l’acquisto della prima casa, questo significa che se un cittadino vuole acquistare una casa da cento metri quadri, dal Comune avrà 25 mila euro di contributo», spiega Dalla Torre. «Ma attenzione: non sono previste nuove edificazioni, solo la possibilità di demolizione sulla stessa porzione edificabile o acquisto e ristrutturazione di case in vendita da adeguare».

Il dato del Comune indica che 750 siano le prime case dei cittadini di Sovramonte. Altrettante sono le seconde case, quelle utilizzate da chi torna sull’altopiano per le ferie, oppure ereditate, dismesse e lasciate all’abbandono. Ed è questo il patrimonio immobiliare a valere sul contributo. La giunta ci Sovramonte ha approvato ieri il progetto strategico “residenzialità”, al quale altri Comuni come Cesiomaggiore guardano con interesse.

«All’atto di giunta si allega la proposta di bando con le cifre, ossia con il quadro economico di due milioni e mezzo di euro, cioè un milione di risorse pubbliche e uno e mezzo di investimento dei privati. La Provincia deve esprimersi sulle finalità, sul quadro economico e sulle modalità di presentazione del bando. Quando tornerà indietro da palazzo Piloni, fra un mesetto circa, il Comune potrà pubblicarlo. Se ci saranno limature o dettagli da perfezionare, ci prederemo un paio di settimane di tempo ulteriore. Va ricordato che siamo capofila. Se il progetto, come crediamo andrà in porto, altri comuni disagiati, con il problema dello spopolamento, potranno mutuare questo stesso progetto. Questo è infatti un piano strategico di area vasta e come tale va concertato in questa prospettiva, fra Comuni con caratteristiche di affinità». –



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