Ulss 1, telemedicina avanti tutta. Dal Ben: «Così riduciamo gli spostamenti»

Il sistema è già partito nelle case di riposo e nei rifugi e presto saranno attivate modalità per evidenziare trombosi e flebiti. Il commissario Dal Ben: «Dal Ben: «Così evitiamo di spostare i pazienti»

Paola Dall'Anese
Un medico in teleconsulto
Un medico in teleconsulto

Procede a grandi passi l’evoluzione della sanità. Con il digitale e l’informatizzazione anche l’Ulss 1 Dolomiti sta portando avanti i progetti relativi alla telemedicina «per ridurre drasticamente gli spostamenti fisici nel territorio montano», precisa il commissario straordinario Giuseppe Dal Ben.

Un’attività possibile grazie all’avvio della nuova piattaforma nazionale di telemedicina che permetterà così all’Ulss di Belluno di entrare a regime velocemente con questi sistemi entro aprile per il teleconsulto, entro maggio per la televisita e con il telecontrollo già dai prossimi giorni. «Sono tre i servizi di telemedicina che vengono garantiti», precisa il commissario straordinario Dal Ben. «Da un lato abbiamo il teleconsulto tra specialisti, dall’altro c’è la televisita: si tratta di visite che vengono eseguite dopo la prima in presenza, che possono essere effettuate dal medico di famiglia e poi inviate allo specialista o viceversa ed infine il telecontrollo che ad oggi viene svolto soprattutto per persone con problemi cardiaci».

Televisite in Rsa

Quello della televisita è un sistema già avviato nell’azienda bellunese un paio di anni fa proprio nelle case di riposo. Infatti, questo è uno dei sistemi messi in atto per venire incontro all’invecchiamento della popolazione e alla necessità di tenere il più possibile a domicilio o comunque nelle strutture preposte i pazienti, se non c’è l’urgenza di spostarli. Infatti, come si è potuto vedere, ogni spostamento, come un ricovero o anche un trasferimento all’ospedale per una visita, può rappresentare un disagio per una persona di per sé già fragile.

Ed è per questo che, come spiega il commissario «abbiamo distribuito dei kit di telemedicina negli ultimi due anni ad alcune case di riposo che hanno aderito al progetto della Geriatria di Belluno. Nel kit ci sono strumenti per eseguire elettrocardiogrammi, misurare la pressione arteriosa, la saturazione dell’ossigeno, il peso: dati che, misurati, vengono inviati direttamente al reparto di Geriatria di Belluno e da qui valutati dallo specialista. Da questi parametri pertanto si può vedere se l’anziano ha bisogno di un ricovero, se necessita soltanto di un cambio di terapia o se invece deve essere visitato in ospedale. In questi ultimi sei mesi sono state inviati 77 esami all’analisi del reparto ospedaliero».

Telecontrolli nei rifugi

Inoltre anche i rifugi di alta montagna sono stati dotati di elettrocardiografi all’interno del progetto Rifugi sani e sicuri. Dieci gli apparecchi consegnati ad altrettanti rifugi (sono 64 i rifugi invece che hanno aderito al progetto Sani e sicuri) dove il personale si è reso disponibile a garantire in caso di necessità questa attività sanitaria. «Sono stati utilizzati almeno una decina di volte questi strumenti», precisa il commissario dell’azienda sanitaria bellunese.

E a queste apparecchiature si aggiungono anche i 20 elettrocardiografi o cardioline sempre in uso a centri di servizi collegate con la Cardiologia dell’ospedale di Feltre dove gli esami inviati vengono studiati e monitorati.

Insomma la telemedicina sta diventando sempre più una realtà importante nel Bellunese, e d’altra parte in un territorio che si estende su 3.610 km quadrati, che presenta una densità abitativa pari a 54,8 abitanti per km quadrato e dove la popolazione over 65 rappresenta il 29% del totale e l’indice di vecchiaia è pari a 284,40 (la media regionale si attesta a 212), è chiaro che evitare di spostare i pensionati dalle loro case diventa la priorità in un ambiente già così disagevole.

Le novità

Inoltre l’Ulss sta sviluppando con la chirurgia vascolare dell’ospedale San Martino l’uso dell’ecografo per trombosi e flebiti. «E a breve come ci ha riferito il primario Irsara, dovrebbe partire un corso per l’utilizzo di queste apparecchiature sul territorio. Certo non possiamo costringere nessuno», ci tiene a ribadire Dal Ben, «deve essere tutto su base volontaria».

Teleriabilitazione

Infine c’è la teleriabilitazione in collaborazione con l’ospedale di Lamon che permette di seguire la persona nel suo recupero funzionale direttamente da casa, dopo il ricovero. —

 

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