Turni duri e stipendi ristretti l’Sls minaccia lo sciopero

BELLUNO. Turni massacranti e compensi tirati. C’è aria di maretta in Dolomitibus. Alcuni dei lavoratori, infatti, non contenti dell’opera che in questi anni è stata portata avanti dai sindacati...

BELLUNO. Turni massacranti e compensi tirati. C’è aria di maretta in Dolomitibus. Alcuni dei lavoratori, infatti, non contenti dell’opera che in questi anni è stata portata avanti dai sindacati confederali, hanno deciso di aderire al Sindacato lavoro società (Sls in sigla) per cercare di ottenere delle condizioni di lavoro migliori sia dal punto di vista economico che organizzativo. E ieri sera si sono ritrovati nella sala San Vittore del centro Giovanni XXIII in piazza Piloni per discutere proprio della situazione “pesante”, a loro dire, che si respira nell’azienda di trasporto provinciale. Tra loro il delegato di Padova, Fulvio Di Bernardo e il segretario generale Vittorio Rosa. «Il problema sono i turni di lavoro troppo pesanti», precisa la referente provinciale dell’Sls, Paola Pesce. «Benchè previsti per legge, da anni facciamo dalle 12 alle 13.5 ore al giorno per sei giorni a settimana».

Gli autisti partono presto al mattino, fanno il loro servizio per alcune ore, poi stanno fermi per qualche altra ora, per poi riprendere il turno. «Alla fine stiamo fuori casa un’intera giornata, ma le ore retribuite sono solo quelle di effettivo lavoro. Tutto previsto dal contratto, certo», dice la referente, «ma l’azienda ha anche facoltà di organizzare in maniera diversa questi turni che per noi sono pesanti davvero. Abbiamo soltanto un giorno a settimana per stare con le nostre famiglie, con i nostri figli. La vita sociale è ridotta a quasi nulla». Inoltre, come se non bastasse, si aggiunge anche il problema del compenso.

Negli anni, secondo la denuncia del sindacato, «le cose sono andate peggiorando, anche dal punto di vista economico. In molti percepiscono ancora 1100 euro al mese e questo per chiunque entri nell’azienda per almeno otto anni. Solo se fai degli straordinari ricevi qualcosa in più. E alla fine ad essere penalizzati sono spesso i giovani. Il problema è che ad oggi», precisa Di Bernardo, «anche a Belluno sono stati fatti dai sindacati confederali dei contratti integrativi a perdere, mai a guadagnare. E questo sta succedendo in tutta Italia. Vogliamo, pertanto, accendere i riflettori sulla situazione della nostra categoria, visto il silenzio di Cgil, Cisl e Uil».

La soluzione è quella di cercare un incontro e un confronto con l’azienda, «per trovare un punto di accordo che vada però a migliorare le situazioni in atto. Speriamo di poter trovare su Dolomitibus, sulla Provincia di Belluno e Autoguidovie una sponda, altrimenti saremo costretti a far sentire la nostra voce tramite le armi in nostro possesso tra cui anche lo sciopero». (p.d.a.)

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